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Dormire poco riduce
le performance intellettuali


20 gennaio 2010


Dormire ogni notte meno del necessario può essere ancora più dannoso di una intera notte in bianco perché fa accumulare un debito cronico di sonno difficile, se non impossibile, da recuperare. Il risultato è che in assenza del giusto riposo, il cervello non può mai svolgere al meglio le sue funzioni.

Daniel Cohen del Beth Israel Deaconess Medical Center di Boston ha diretto una ricerca che dimostra che se dormiamo meno di 7 ore a notte per molti giorni di seguito, una dormita di 10 ore consecutive non basterà al recupero e non saremo mai al nostro meglio nello svolgere le attività quotidiane. Lo studio è importante perché mostra che gli effetti del debito cronico di sonno sono differenti e più gravi di quelli della perdita di sonno acuta. Il recupero delle performance cognitive è infatti lento e difficile: quando dormiamo poco il nostro corpo produce adenosina e, se il sonno diventa cronico, il segnale inviato dall'adenosina si fa «assordante» per il cervello e difficilmente rientra.

Dormire permette infatti al cervello di fare ordine tra tutte le informazioni inglobate durante il giorno appena trascorso catalogandole e di scremare il superfluo. La perdita di sonno riduce quindi le nostre capacità mnemoniche e di apprendimento.

La novità dello studio diretto da Daniel Cohen consiste nell'aver confrontato gli effetti di un'insonnia di 24 ore, con la perdita di sonno costante di 1-2 ore al giorno, protratta per 3 settimane di seguito, cosa molto frequente negli stili di vita frenetici degli ultimi anni. È emerso che nel primo caso per la maggior parte delle persone basta una dormita di 10 ore per recuperare la notte in bianco, ma che questo non è sufficiente al recupero del debito cronico.

"Una precedente ricerca - spiega Cohen - aveva dimostrato che stare svegli per 24 ore di seguito equivale a una dose di alcol nel sangue superiore a quella dei limiti di guida. Invece questo lavoro mostra che un debito cronico di sonno causa un deterioramento più rapido delle performance per ogni ora che si resta svegli. Tant'è che il quadro di diminuzione delle performance di una notte di veglia si amplifica di 10 volte se nelle due settimane precedenti si è dormito per sole sei ore. Mentre nella perdita di una sola notte di sonno i recettori dell'adenosina non aumentano e basta dormire per 10 ore per ridurre la concentrazione di adenosina, serve molto più tempo per riportare al livello normale il numero dei recettori nel caso dell'eccessiva attivazione data da una perdita di sonno inferiore in entità, ma cronica".

Non si conosce il tempo necessario, ma, come osserva il ricercatore, alcuni giorni non sono sufficienti.



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