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Allattamento e ragadi al seno

Allattamento e ragadi al seno

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità l'allattamento al seno è il migliore metodo per accudire il proprio bambino. Si tratta infatti di un momento in cui non semplicemente il piccolo viene nutrito ma in cui si lega il rapporto con la mamma: l’importante è che sia sereno e piacevole per entrambi. Un piccolo problema ma spesso molto fastidioso che si può intromettere è costituito dalle ragadi al capezzolo. Una ragade è un’abrasione, talvolta anche profonda, che procura un dolore intenso nel momento in cui il piccolo si attacca al seno. In alcuni casi le ragadi possono provocare anche sanguinamento. Generalmente dovute a un modo errato con cui il bebè si attacca al seno, a volte sono legate a una predisposizione anatomica del seno della madre: ad esempio questo succede quando i capezzoli sono particolarmente rientranti.

Come alleviare le ragadi al capezzolo

Ci sono diversi sistemi per alleviare il fastidio e curare le ragadi. Al di là di fare attenzione ad attaccare il bambino inizialmente al seno in cui la ragade è meno dolorosa, si rivela utile anche massaggiare il capezzolo per qualche minuto prima della suzione in modo da attivare il flusso del latte: è un semplice stratagemma che permetterà al piccolo di trovare già del latte a disposizione senza dover succhiare con forza creando dolore alla mamma. Ricordiamoci inoltre che il latte materno ha proprietà cicatrizzanti e antibiotiche: per questo, terminata la poppata, lasciamo uscire qualche goccia sul capezzolo. Così la ferita guarirà da sola. Se ciò non accade, possono essere utili creme specifiche a base di sostanze lenitive e antinfiammatorie come l’acido ialuronico e il colostro. Buona norma inoltre è lasciare il seno scoperto il più possibile, così da facilitare la guarigione, senza al contempo limitare la frequenza delle poppate nel tentativo di evitare il dolore. Il rischio non è solo per il bambino: se infatti non c’è un buon drenaggio del latte si possano formare mastiti, peggiorando così la situazione. Se il dolore è forte è bene parlarne con il medico, che eventualmente prescriverà un antidolorifico.

Le posizioni migliori per allattare

Infine, le buone norme di allattamento. Prima tra tutte, scegliamo un posizione comoda. Sia che la mamma allatti in posizione sdraiata, reclinata o seduta, magari con un cuscino dietro la schiena e sulle gambe per non chinarsi verso il bambino, è importante alternare le posizioni così che il bambino non solleciti il capezzolo sempre nello stesso punto. In ogni caso accertiamoci che la testa del bebè sia rivolta verso il seno e il collo non sia girato. Inoltre le labbra del bimbo devono essere ben aperte “a ventosa” in modo che tutta o quasi l’areola siano nella sua bocca, e non solamente il capezzolo. Se il bimbo è ben attaccato non si sentiranno schiocchi durante la suzione: se invece questo capita significa che il neonato sta ingurgitando aria, con il rischio di maggiori sollecitazioni al capezzolo.

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