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Apnee notturne e insonnia: i rimedi

Apnee notturne e insonnia: i rimedi

Il russamento è un fenomeno abbastanza comune. Meno comune, ma comunque diffusa, è la sindrome delle apnee notturne: anche in questo caso il sonno non è riposante per colpa delle numerose interruzioni della respirazione. Le cause possono essere molteplici: i muscoli del collo e la lingua si rilassano più del normale oppure le tonsille sono troppo grandi rispetto all’ampiezza delle vie respiratorie. Il disturbo è molto frequente nelle persone sovrappeso: in questi pazienti il tessuto adiposo in eccesso può far ispessire le pareti della trachea. La sindrome delle apnee notturne tende a peggiorare con l’età: l’invecchiamento limita, infatti, la capacità degli impulsi nervosi di mantenere rigidi i muscoli del collo durante il sonno. Così, le pause nel sonno possono durare da pochi secondi ad alcuni minuti.

Apnee notturne: cosa sono

Il disturbo da apnee notturne ha importanti conseguenze sulla qualità del riposo, che in questi pazienti è frammentato e leggero. Così non è raro che, durante la giornata, il soggetto manifesti cefalee, stanchezza e irritabilità, oltre a scarsa capacità di concentrarsi. Questo ha un peso sulle attività lavorative e su quelle che richiedono vigilanza, come la guida. Non è un caso che a gennaio un decreto pubblicato sulla Gazzetta ufficiale abbia regolamentato la guida di questi soggetti. La norma, che recepisce una direttiva europea, stabilisce che sia il medico incaricato del rilascio o del rinnovo della patente a sottoporre a valutazione i soggetti affetti. Solo nel caso in cui si rilevi l'assenza di sonnolenza diurna il medico certificherà l'idoneità alla guida. Il disturbo in molti casi non viene riconosciuto facilmente: la maggior parte dei pazienti non ne è al corrente finché non sono il partner o i familiari a notare per primi i sintomi durante il sonno.

Rimedi per il sonno: la melatonina

Per studiare le apnee i medici utilizzano la polisonnografia: un apparecchio indossato durante la notte registra l’attività cerebrale, movimenti oculari, battito cardiaco, pressione, quantità di ossigeno presente nel sangue, russamento e i movimenti del torace. Una volta interpretati, i dati restituiscono un quadro chiaro della qualità del sonno. Nei casi meno gravi, quando cioè non è richiesto un aiuto meccanico alla respirazione, alcuni cambiamenti nello stile di vita possono alleviare i sintomi: evitare l’alcol, ridurre il peso corporeo, dormire sdraiati su un lato. Sono utili anche spray nasali e rimedi naturali a base di melatonina: questi ultimi sono un buon alleato contro l’insonnia in alternativa ai farmaci che, invece, possono causare difficoltà nel tenere la gola aperta durante il sonno. Naturalmente anche il medico di base può indicare programmi terapeutici specifici adatti a ciascuno in funzione della causa principale del problema.

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