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Atrofia vaginale? Ecco la soluzione

Atrofia vaginale ecco la soluzione

Le irritazioni, il senso di bruciore e prurito e persino i dolori durante i rapporti sessuali sono condizioni ben note a molte donne in menopausa. La ragione? La cosiddetta atrofia vulvo-vaginale. In pratica si tratta di una progressiva modificazione della struttura del tessuto vaginale come conseguenza della perdita di elasticità dei tessuti dovuta all’età e, soprattutto, a seguito della carenza degli estrogeni. Con l’arrivo della menopausa, infatti, le ovaie smettono di produrre gli ormoni femminili che normalmente permettono di mantenere lubrificato e nutrito il tessuto vaginale: la loro assenza rende così la mucosa vaginale più delicata e sottile, e dunque irritabile e soggetta a traumatismi. Nonostante il disturbo colpisca una donna su due in post-menopausa, la condizione è ancora poco nota: molte pazienti non sanno, infatti, che l’atrofia vaginale è legata alla carenza di estrogeni in menopausa e che la condizione, se non curata, è destinata a peggiorare. Secondo recenti statistiche, 6 donne su 10 pensano infatti che il problema prima o poi passerà con l’età.

Pruriti e fastidi intimi in menopausa

Più nel dettaglio la perdita di turgore e d’idratazione produce secchezza, lassità con sanguinamenti della mucosa vaginale con conseguenze sulle sensazioni genitali durante il rapporto. Questo a sua volta può produrre perdita di desiderio e difficoltà a raggiungere l’orgasmo. Inoltre, si può verificare uno spostamento del pH vaginale verso valori più alti della norma (che si attesta tra 4,5 e 5,5): questo causa una disregolazione dell’ecosistema vaginale con un abbassamento delle difese immunitarie locali e, dunque, ricorrenti cistiti, micosi e vaginiti batteriche. Inoltre, la condizione influisce negativamente sulla qualità della vita della donna, che tenderà a evitare l’intimità: purtroppo però l’avversione ai rapporti è causa di sensazioni di rifiuto nel partner e ricorrenti litigi che possono causare crisi di coppia gravi.

Atrofia vulvovaginale: i rimedi

Naturalmente esistono terapie per alleviare i sintomi dell’atrofia vulvovaginale: ad esempio il trattamento ormonale sostitutivo per via sistemica o la terapia estrogenica vaginale locale. Ma non solo: a questi trattamenti, che è il ginecologo a prescrivere, si affiancano i lubrificanti non ormonali e molte terapie locali, anche naturali, che garantiscono un miglioramento del trofismo vaginale e una riduzione dei sintomi. Ad esempio, le creme a base di acido ialuronico e di ingredienti di origine vegetale favoriscono i processi riparativi delle microlesioni e delle ferite dell’epitelio vulvo-vaginale. Questi rimedi apportano una giusta quantità di acqua ai tessuti, aiutando ad alleviare secchezza, irritazione e infiammazione. Così migliora l’elasticità e il tono dei tessuti vaginali e viene ripristinato un ambiente umido e lubrificato. Oggi la gamma di terapie locali è ampia: in questo modo anche le donne che non possono usare gli estrogeni, a causa di pregresse patologie, possono trovare sollievo.

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