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Atrofia vaginale in menopausa

La menopausa non è una malattia, ma è la principale condizione fisiologica caratterizzata da carenza di estrogeni.
Questo cambio si riflette nella fisiologia vaginale e nell’insorgenza di sintomi. Il tessuto della vulva e della vagina va, infatti, incontro a un progressivo assottigliamento che rende le pareti vaginali più fragili, meno lubrificate e, di conseguenza, più soggette a traumi e, dunque, al dolore. Tali cambiamenti caratterizzano una condizione di atrofia vaginale.
Diminuendo gli estrogeni diminuisce significativamente il fluido vaginale. Anche il pH subisce notevoli cambiamenti: tende ad aumentare raggiungendo valori pari a 6 o 7 e questo espone maggiormente la donna al rischio di contrarre infezioni uro-genitali.
Diversamente da altri disturbi che accompagnano la menopausa, come le vampate di calore che, in genere, si attenuano con il passare del tempo, l’atrofia vaginale tende a peggiorare, interferendo con la qualità della vita. Per questo è importante favorire un buon trofismo (ovvero un buon nutrimento dei tessuti) della mucosa vulvare e vaginale.
I sintomi più comuni e diffusi dell’atrofia vaginale sono:
- Secchezza.
- Dispareunia (dolore che la donna avverte nell'area della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale).
- Bruciore, perdite e dolore.
Tutte queste condizioni possono concorrere a un’alterazione della mucosa vaginale, che si caratterizza per scarsa idratazione, presenza di microlesioni e infiammazioni. È importante, dunque, favorire il ripristino dell’integrità della mucosa sia per migliorare i sintomi sia per prevenire le infezioni, spesso ricorrenti in presenza di microlesioni o ferite. Un valido rimedio può essere un trattamento topico con formulazioni non farmacologiche specifiche.

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