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Ansia e sonno

Tra ansia e qualità del sonno esiste un legame molto forte. Diversi disturbi d’ansia causano difficoltà a prendere sonno e a mantenerlo nel corso della notte. Al di là di specifici disturbi, capita spesso che, quando abbiamo pensieri per la testa che ci provocano preoccupazioni o disagio, il numero di ore di sonno si riduca, a volte anche di parecchio. Questo ha certamente ripercussioni sulla vita quotidiana, sulla capacità di concentrarsi e sulla memoria, nonché sulla capacità di interagire con gli altri. Non è un caso che ansia e stress, insieme alla privazione del sonno, siano fenomeni molto comuni nella società moderna, a causa della vita frenetica, della competizione, dell’opinione degli altri, ecc.
Tuttavia, la riduzione del sonno può essere, oltre che la conseguenza, anche la causa di un aumento dell’ansia. Se siamo assonnati, il nostro cervello amplifica eccessivamente la sua naturale risposta alle situazioni di stress o di pericolo. Questo fenomeno è stato dimostrato in un recente studio condotto all’Istituto di Neuroscienze dell’Università della California. I ricercatori sostengono che la carenza di sonno provochi il mantenimento o il peggioramento dell’ansia, aumentando il meccanismo fisiologico “dell’anticipazione”, cioè la capacità dell’organismo di prepararsi a evitare o ad affrontare un pericolo imminente.
Oltre a lavorare sulle cause che ci portano all’ansia, è quindi importante anche cercare di mantenere una buona “igiene del sonno”: andare a letto e svegliarsi sempre alla stessa ora, non passare troppo tempo a letto senza dormire, limitare i “sonnellini” durante il giorno, ecc.

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