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Come funziona la “pillola”

Come funziona la “pillola”

La “pillola” e la “pillola del giorno dopo”.

Nomi a cui tutte le donne sono familiari, ma del cui meccanismo di azione spesso conoscono poco. La prima, la pillola anticoncezionale per antonomasia, agisce, in pratica, ingannando il cervello e portandolo a credere che una gravidanza è già in corso così da arrestare l’ovulazione. La pillola anticoncezionale da più di cinquant’anni ha, all’incirca, la stessa formulazione del primo contraccettivo orale – Enovid – lanciato sul mercato, negli Usa, alla fine degli anni Cinquanta sulla base degli studi condotti nel Dopoguerra. Costituita da molecole sintetiche simili agli ormoni femminili, la pillola funziona grazie a tre meccanismi successivi che, in pratica, sbarrano la strada alla fecondazione. Naturalmente per avere efficacia, deve essere assunta un giorno dopo l’altro per tutto il periodo prescritto dal medico.

Un meccanismo in tre fasi

Il primo meccanismo di funzionamento della pillola è lo stesso che impedisce l’ovulazione quando la donna è incinta. Durante la gravidanza, infatti, la placenta secerne estrogeni che bloccano il funzionamento dell’ipofisi, una ghiandola posta alla base del cranio, impedendo così l’ovulazione. Secondariamente la pillola agisce mantenendo denso lo strato di muco cervicale, ovvero la sostanza prodotta dalle ghiandole del collo dell’utero, così da sbarrare la strada agli spermatozoi. Infine, nel caso i primi due effetti si rivelassero insufficienti, la pillola provoca la riduzione dello sviluppo della mucosa uterina. Ciò impedisce l’annidamento di un eventuale ovulo.

Contraccettivi d’emergenza

Diversa è, invece, la pillola del giorno dopo. Si tratta di un sistema anticoncezionale che agisce dopo un rapporto sessuale a rischio di gravidanza. Questa pillola, approvata in Italia nel 2000, contiene, infatti, le stesse sostanze della pillola tradizionale, ma in dosaggi massicci: fino a 10 volte superiori. Il componente principale è il levonorgestrel che, se assunto entro 72 ore dal rapporto sessuale, ritarda l’ovulazione e blocca la fecondazione ostruendo il passaggio dell’ovulo verso l’utero, dove normalmente si annida. L’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’inizio della gravidanza il momento in cui l’ovulo s’installa sulle pareti uterine e non il momento della fecondazione: ciò comporta, quindi, che questo sistema non possa essere considerato abortivo. In ogni confezione, acquistabile solo su ricetta medica non ripetibile, sono contenute due pillole da assumere a distanza di 12 o 24 ore. La percentuale di successo della pillola del giorno dopo è inferiore a quella della pillola anticoncezionale, ma è comunque alta: tra l’88 e il 95 per cento. Una variante è la cosiddetta “pillola dei cinque giorni dopo”. A base di ulipristal acetato, pur avendo un meccanismo simile alla pillola del giorno dopo questo farmaco non perde efficacia fino a 120 ore dopo il rapporto a rischio gravidanza.

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