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Come riconoscere l'Ibs

come riconoscere l'ibs

Mal di pancia, diarrea oppure stitichezza, gonfiore e molto disagio. Sintomi fastidiosi, che per alcuni sono purtroppo ricorrenti. In moltissimi casi però gli esami diagnostici non rilevano nulla di anomalo. La ragione? Per questi pazienti i sintomi sono funzionali, ovvero non legati a una malattia chiaramente identificabile ma a un funzionamento anomalo della motilità intestinale. In condizioni di questo tipo la diagnosi è quella di sindrome dell'intestino irritabile. Condizione ancora oggi sottovalutata, spesso ignorata dai pazienti stessi, la sindrome provoca disagio sociale. La diagnosi viene posta sulla base dei sintomi riportati dal paziente e la conferma avviene con alcuni esami (sangue e feci, generalmente) che hanno l'obiettivo di escludere altre patologie.

Cosa causa l'intestino irritabile?

Le cause della patologia sono ancora allo studio: diverse ipotesi sono aperte, ma non esiste una risposta univoca sull’origine di questa condizione. Del resto alla colonscopia nulla appare anatomicamente e fisiopatologicamente anomalo. Molto spesso la diagnosi arriva tardi: inizialmente i sintomi sono sottovalutati dagli stessi pazienti, che spesso ricorrono a un inefficace e dannoso “fai da te” a base di antidiarroici, lassativi irritanti o antidolorifici. Inoltre anche le terapie più specifiche prescritte dai medici possono essere utili per un gruppo di pazienti ma non per altri, oppure possono perdere efficacia nel tempo.

L'importanza della flora batterica

Quali le cause? Si sa ancora poco, tuttavia diversi studi ipotizzano una disfunzione del sistema immunitario oppure del sistema nervoso, e in particolare dei circuiti della serotonina. È certo che un peso rilevante derivi dalla presenza di una disbiosi, ovvero un'alterazione della flora batterica intestinale. In questo senso un ripristino della normale carica batterica che prolifera nel colon, attraverso integratori adeguati detti simbiotici, può rappresentare un ottimo approccio. Secondo molti, poi, la sindrome dell'intestino irritabile potrebbe avere anche una causa psicosomatica: stress, ansia e depressione agirebbero sulla motilità intestinale. Esiste infatti, ed è dimostrato orami da tempo, un legame stretto tra cervello e intestino: in tutte le persone con sindromi ansiose o tratti depressivi è riscontrabile infatti una somatizzazione intestinale. Le persone stressate infatti mandano messaggi dal cervello all’intestino che causano una iperpermeabilità del secondo, che a sua volta può attivare processi in grado di dar luogo a una motilità anomala causando diarrea, stitichezza oppure entrambe alternativamente.

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