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Crampi e contratture: cosa sono?

Secondo una recente indagine l’86 per cento degli italiani tra i 18 e i 54 anni fa regolarmente attività sportiva nel corso dell’anno. Un’ottima notizia, ma c’è un aspetto non sempre positivo: nonostante il 48 per cento degli intervistati si sia imbattuto in infortuni di vario genere praticando sport, solo il 36 per cento dichiara di prestarvi particolare attenzione e nel 35 per cento dei casi ricorre all’autodiagnosi. In particolare sul tema delle contratture muscolari, così frequenti negli sportivi amatoriali, il 61 per cento dice di averne sofferto, ma non saprebbe distinguerla da un crampo, uno strappo o una contusione. La contrattura è un meccanismo di risposta allo sforzo molto intenso e può dipendere dalle eccessive sollecitazioni sui fasci muscolari, da uno stato di affaticamento del muscolo, dall’insufficiente allenamento o riscaldamento, dalla presenza di problemi alle articolazioni, da movimenti poco razionali e violenti o dalla scarsa preparazione fisica. In ogni caso non va confusa con l’infiammazione, che può far seguito a un trauma e quindi va affrontata con un approccio specifico. Riconoscere una contrattura è importante. Dopo un’attività i muscoli volontari contratti normalmente si rilasciano. Nelle contratture questo non avviene, provocando un’impotenza funzionale. Occorre quindi fermarsi immediatamente e riposare per evitare che la condizione degeneri in uno strappo, che rappresenta invece un danno fisico più duraturo.

Crampi e traumatismi

Discorso ancora diverso per i crampi, una forma più lieve di contrattura: anche in questo caso fermiamoci subito e massaggiamo la parte colpita. Per crampi e contratture la profilassi ha un peso: occorrono un’alimentazione adeguata, la giusta idratazione durante lo sforzo e un corretto apporto di elettroliti come potassio, magnesio e sodio, magari anche tramite integratori. Se lo strappo richiede quindi un approccio medico specifico, nel caso di crampi e contratture si può agire in genere autonomamente. Ma come distinguerli? In crampi e contratture il dolore regredisce spontaneamente, quando invece prosegue per giorni occorre il parere del medico: in questi casi può essere prescritta un’ecografia.

Mal di schiena da contratture

Il riposo del muscolo contratto è importante, ma attenzione all’eccessiva immobilità. Le contratture muscolari possono infatti essere anche la causa di molti dei casi di mal di schiena di cui, secondo stime, ha sofferto l’80 per cento dei soggetti almeno una volta nella vita. Sottoposti a sforzi sportivi o a posture scorrette, i muscoli reagiscono infatti contraendosi per riequilibrare la distribuzione dei pesi del corpo. Ma questo si traduce in dolore che spesso si irradia a parte della schiena. Conseguenza: la prima prevenzione del mal di schiena è il movimento. Certo, a volte il dolore è forte e non possiamo che stare a letto, ma appena possibile è meglio riprendere le normali attività.

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