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Diverticoli e dieta, come comportarsi

Diverticoli e dieta, come comportarsi

C’è una condizione molto diffusa che colpisce il colon: la diverticolosi. Circa il 50 per cento della popolazione occidentale entro i 60 anni e più del 90 per cento dopo presenta infatti “tasche” che si formano spontaneamente all’interno delle pareti del colon, di solito a livello del sigma o del colon sinistro. Definite diverticoli, queste formazioni possono non dare sintomi. Anzi, solo una piccola percentuale di persone che hanno i diverticoli mostrano anche disturbi. Tuttavia i diverticoli possono talvolta andare incontro a infiammazione: è la cosiddetta diverticolite. I principali sintomi sono: dolore addominale, in genere nel quadrante addominale inferiore sinistro, diarrea, variazione della frequenza e della consistenza delle feci e occasionalmente perdita di sangue. Tuttavia questi sintomi compaiono in una piccola parte di pazienti con diverticoli e questo può rendere difficile per il medico distinguere questa condizione dalla sindrome del colon irritabile.

Aumentiamo la fibra

Generalmente si ritiene che una dieta povera di fibre protratta per molti anni possa causare un aumento della pressione nel colon che porta alla diverticolosi. Nella maggioranza dei casi la diverticolosi è semplicemente trattata con una dieta adeguata e alcune volte con farmaci che aiutano a controllare il dolore e a regolarizzare l’attività intestinale. Quando però i diverticoli vanno incontro a infiammazione, allora occorre intervenire in modo più specifico con una dieta molto più restrittiva ed eventualmente farmaci come antibiotici.

La dieta anti-diverticoli

In ogni caso prevenzione e trattamento della malattia diverticolare si basano principalmente sull’aumento dell’apporto dietetico di fibra: un supplemento di fibre, anche sotto forma di integratori, è la misura più semplice. Importante anche una giusta idratazione e l’assunzione di prodotti integrali, verdura e frutta. In particolare la verdura deve essere presente due volte al giorno, di cui almeno una cruda, variandola il più possibile e dando preferenza a carciofi, sedano, melanzane, cavoli, fagiolini, funghi, carote, patate e spinaci. La frutta è da assumere sia cruda sia cotta, variando anch’essa il più possibile, preferendo prugne, mele, pere, arance, mandarini, albicocche e frutta secca. Attenzione però: alcuni alimenti sono sconsigliati perché le fibre in essi contenuti possono fermarsi nei diverticoli e infiammarli. In particolare vanno esclusi quelli che contengono semi, come pomodori, cetrioli, uva, fichi, fragole e kiwi. Importante mantenere inalterata la flora intestinale grazie ai simbiotici, utili in particolare nei pazienti in terapia antibiotica in caso di diverticolite non complicata. In modo particolare i complessi contenenti fibra di psyllium e fermenti lattici vivi combinano alla fibra i lattobacilli e i bifidobatteri normalmente presenti nell’intestino garantendo una migliore funzionalità nelle fasi acute delle diverticoliti.

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