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Emorroidi, quel disturbo da “pancione”

emorroidi in gravidanza

Una donna su tre in gravidanza soffre di emorroidi. Nonostante questo, il problema è poco affrontato: un po’ per imbarazzo, un po’ perché sottovalutato. Eppure i disturbi possono essere fastidiosi: prurito, dolore, bruciore, sanguinamento spontaneo o dopo la defecazione. Inoltre questa patologia può dar luogo a complicanze anche importanti come anemie causate dalla continua perdita di sangue fino alle ragadi e alle trombosi del plesso emorroidario. Ma di cosa si tratta esattamente? Le emorroidi sono tumefazioni venose nel tessuto che circonda l’ano. Queste coinvolgono i plessi venosi contenuti in tre cuscinetti interni all’ano che hanno la funzione di migliorare la continenza. In alcune condizioni le emorroidi possono fuoriuscire provocando fastidio specie stando seduti o in piedi a lungo e ancor più frequentemente dopo la defecazione. Il disturbo può essere più intenso quando la donna è incinta a causa della pressione esercitata dal pancione sul bacino e sul retto. Inoltre già dal primo trimestre progesterone ed estrogeni aumentano i loro valori anche di 200 volte e ciò comporta una maggiore lassità venosa che facilita il ristagno sanguigno nei piccoli vasi. Accanto a questo, anche altri fattori possono danneggiare i cuscinetti causando le emorroidi: la stitichezza cronica, la predisposizione alle vene varicose e l’invecchiamento.

Cosa mangiare in gravidanza

Naturalmente però conta anche l’alimentazione: una dieta povera di fibre facilita infatti la stitichezza, già molto frequente in gravidanza. Anche lo scarso movimento fisico ha la sua importanza, così come il fisiologico aumento di peso durante i nove mesi: si calcola a questo proposito che il solo incremento del 20 per cento rispetto al peso ideale aumenta il rischio di insufficienza venosa cronica dal 3 al 15 per cento. Inoltre l’aver avuto due o più gravidanze accresce il rischio di emorroidi del 20 per cento circa. Nella maggioranza dei casi, il problema tende a scomparire dopo il parto. Alcuni rimedi però possono aiutare a prevenire le emorroidi: evitiamo la stipsi bevendo in abbondanza e aumentando il consumo di fibre e non interrompiamo l’attività fisica utile a migliorare la funzione intestinale e il circolo sanguigno. Possono essere utili lavaggi che riducono il dolore, evitando però che l’acqua troppo calda o troppo fredda: la prima infatti accentua la vasodilatazione e l’afflusso di sangue mentre la seconda accresce la congestione.

I rimedi naturali alle emorroidi

A livello locale si possono applicare gel lenitivi e antinfiammatori: ottimi sono quelli a base di acido ialuronico, che ripristinano il trofismo dei tessuti e aiuta la guarigione. Attenzione inoltre all’igiene, da effettuare con detergenti a pH acido. In caso di dolore, oltre alle pomate lenitive, possono essere utili lievi astringenti e calmanti come i sali di bismuto, l’ossido di zinco o l’hamamelis, e i flavonoidi da applicare localmente e da assumere in pastiglie capaci di migliorare il tono della muscolatura liscia delle vene.

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