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Estrogeni in menopausa: sono utili?

Estrogeni in menoapusa

La menopausa è un terremoto per il corpo e la mente di una donna: gli sbalzi ormonali hanno un impatto sull’umore, ma anche sul fisico. L’importante è imparare a gestire i sintomi per tempo. Due le strade principali: da un lato i rimedi locali, utili a ripristinare la tonicità dell’area genitale, la più colpita dal calo di estrogeni, e dall’altro le terapie ormonali sostitutive. Secondo uno studio della Norwegian University of Science and Technology, le donne che assumono integrazioni di estrogeni dall'inizio della menopausa e che continuano senza interruzione per alcuni anni mostrano persino un ridotto rischio di demenza e di danni cognitivi. Ma non solo: questi preziosi ormoni femminili proteggono anche dall'osteoporosi, salvaguardano il tono della mammella, agiscono sul collagene riducendo le rughe, proteggono dall'Alzheimer, prevengono il glaucoma e migliorano l'idratazione dell'occhio.

Pomate vaginali in menopausa

Non dimentichiamoci, poi, che la carenza da ormoni durante la menopausa ha un’azione diretta sulla sessualità: spesso alla menopausa è associata atrofia vulvovaginale, cioè una trasformazione della mucosa, con conseguente secchezza: le pareti si assottigliano e perdono la loro lubrificazione, diventando così più fragili e screpolate. Questo rende i rapporti sessuali dolorosi e, con il passare del tempo, contribuisce a un calo del desiderio, con tutti i problemi che questo può comportare all’interno della coppia. Pertanto, laddove un’eventuale terapia ormonale sostitutiva non fosse sufficiente, è utile favorire il ripristino dell’integrità della mucosa con creme topiche  a base di estratti naturali, acido ialuronico e altri principi attivi lenitivi importanti per migliorare il trofismo vaginale evitando microlesioni e riducendo l’infiammazione.

Ormoni per il benessere femminile

Nonostante i vantaggi degli estrogeni in menopausa, esistono ancora pregiudizi duri a morire che associano gli ormoni al rischio di cancro al seno. Falso: le donne sane possono assumere la terapia senza preoccupazioni a patto che inizino all'entrata in menopausa. Nel 2002 una ricerca condotta su 27mila donne e pubblicata sulla rivista Jama evidenziava un incremento dello 0,08 per cento dei tumori alla mammella nelle donne in terapia sostitutiva, ma si trattava di pazienti in menopausa da anni: se utilizzate secondo le indicazioni mediche il rischio è inesistente. Oggi sappiamo che è utile protrarre la terapia ormonale sostitutiva negli anni, ben oltre l'entrata in menopausa. In una nazione come l'Italia in cui la speranza di vita ha ormai toccato da tempo gli 85 anni per le donne e la domanda di qualità di vita sale, la salute oltre la menopausa è un fattore chiave.

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