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La fibra di psyllium
La fibra di psyllium

Il termine “psyllium” è comunemente usato per indicare le piante o il seme di più specie appartenenti al genere Plantago (fam. Plantaginacee). Quest'ultimo comprende oltre 200 specie di piante catalogate per lo più come piante selvatiche e presenti, più o meno diffusamente, in tutti i continenti. Tra queste Plantago ovata Forsk e Plantago psyllium L. sono le uniche a essere coltivate come piante officinali (cioè organismi vegetali utilizzati per le specialità medicinali) e sono originarie dell’India-Pakistan.

Quale parte della pianta viene utilizzata?

La parte di pianta utilizzata è rappresentata dai semi maturi, da cui s'isola il solo rivestimento esterno, chiamato cuticola o, più comunemente, buccia.

Proprietà benefiche

La fibra di psyllium agisce assorbendo grandi quantità di acqua, il che rende più voluminose e morbide le feci. Questo effetto è dovuto alla presenza, nella cuticola, di mucillagini. La fibra di psyllium può essere un ottimo rimedio per la stipsi occasionale e cronica.
La fibra viene fermentata in modoparziale dai batteri residenti nel colon e questo aiuta a non provocare eccessivo gonfiore intestinale. La fibra di psyllium ha un’azione benefica anche sul metabolismo dei lipidi e dei carboidrati, poiché modula l’assorbimento dei nutrienti.

Curiosità

La raccolta si effettua in marzo-aprile quando la stagione è ancora asciutta, attendendo la scomparsa della rugiada mattutina.
Lo psyllium favorisce la regolarità del transito intestinale e può essere utilizzato non solo in caso di stipsi, ma anche in caso di diarrea. La fibra di psyllium, infatti, allunga il tempo di transito intestinale delle feci quando è troppo breve (diarrea) e lo accorcia quando è troppo lungo (stipsi).
La fibra di psyllium può essere assunta anche durante la gravidanza e l’allattamento.

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