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Fumo: i danni sono anche riproduttivi

Fumo: i danni sono anche riproduttivi

Il fumo fa male non soltanto a polmoni e al cuore. I danni riguardano anche la salute riproduttiva, in particolare quella femminile: è la conclusione a cui è arrivato uno studio condotto dai ricercatori del Roswell Park Cancer Institute (Usa) secondo i quali fumare sigarette (ma per il fumo passivo di fatto vale lo stesso) causerebbe riduzione della fertilità e menopausa precoce che, nelle donne esposte, arriverebbe prima dei cinquant'anni. La ricerca ha esaminato i dati relativi a oltre 93mila donne fra i 50 e i 79 anni di età e ha permesso di stabilire con certezza che, in quelle che hanno fumato nel corso della loro vita o che sono state esposte a fumo passivo, la menopausa inizia da uno a due anni prima rispetto a chi non è mai stato a contatto con il fumo di tabacco.

Le fumatrici entrano prima in menopausa

Più nel dettaglio, chi aveva cominciato a fumare prima dei 15 anni, è entrata in menopausa con quasi due anni di anticipo e inoltre nelle fumatrici ed ex fumatrici è stato riscontrato un rischio di infertilità maggiore del 14 per cento rispetto alla media. Ma non solo: le donne che avevano vissuto, da bambine, per almeno dieci anni con un fumatore o almeno venti con un partner dipendente dalle sigarette oppure che avevano lavorato per almeno dieci anni con colleghi tabagisti sono entrate in menopausa con più di un anno d'anticipo. Lo studio è particolarmente interessante perché se è vero che le conseguenze del fumo sull’andamento della gravidanza e sulla salute del feto sono note da tempo, sono invece ancora pochi gli studi sugli effetti pesantemente negativi del fumo sulla procreazione.

Fumo e procreazione medicalmente assistita

Del resto i dati sperimentali ed epidemiologici a disposizione del mondo accademico sono oggi concordi a indicare che la causa dell’infertilità può essere attribuibile al fumo di sigaretta fino al 13 per cento. Non sono ancora note con assoluta certezza le ragioni per cui il tabacco ha questa ripercussione sulla fertilità, tuttavia uno dei possibili meccanismi potrebbe chiamare in causa il genoma dell’ovocita e dello spermatozoo (il dato riguarda infatti anche i maschi), molto sensibile agli effetti delle sostanze liberate dal fumo di sigaretta che possono pertanto determinare mutazioni genetiche. Non è un caso che nella procreazione medicalmente assistita la percentuale media di successo nelle fumatrici è circa la metà rispetto alle non fumatrici. Considerando che l'aumento della dipendenza da sigarette è un fenomeno oggi estremamente legato al sesso femminile e, in particolare alle giovani donne in età fertile, è chiaro che un'educazione all'abbandono del tabacco è fondamentale per la salute riproduttiva.

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