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Fumo: quanto incide sul sonno?

Fumo: quanto incide sul sonno?

La scienza e la medicina non sanno più come dirci che il fumo fa male. Ricerche sempre nuove dimostrano, una dopo l’altra, quanto la sigaretta e i suoi componenti siano estremamente dannosi per tutto l’organismo, e non soltanto per i polmoni. Ad aprile uno studio presentato al meeting annuale delle Pediatric Academic Societies (Usa) ha dimostrato ad esempio che i bambini che crescono in famiglie di fumatori hanno un rischio elevato di ricovero ospedaliero. E poi il rischio di tumore, naturalmente: dal fumo dipende l’85 per cento di tutti i casi di cancro al polmone. Eppure la sigaretta fa anche altri danni, certamente meno gravi e meno noti. Ad esempio uno studio del 2013 condotto dal Rochester Medical Center (Usa) aveva scoperto che il tabacco può alterare il ritmo circadiano per quanto riguarda polmoni e cervello, danneggiando la qualità del riposo notturno. Le conseguenze del disturbo del bioritmo naturale vanno oltre la cattiva qualità del sonno: i rischi, spiegano gli esperti, sono quelli di depressione, ansia e disturbi comportamentali. Inoltre i fumatori hanno una probabilità più alta di 2,5 volte di soffrire di apnea ostruttiva notturna, il tipo di apnea più comune prodotta dal rilassamento dei muscoli del retro della gola durante il riposo. Secondo una ricerca del 2011 il fumo causa un'irritazione costante dei tessuti del naso e della gola che gonfiandosi riducono di molto il flusso d'aria in entrata.

Come il tabacco fa dormire male

I fumatori dormono male inoltre proprio a causa della nicotina stessa: secondo la National Sleep Foundation l'insonnia può essere causata da moltissimi fattori psichici e fisici, oltre che dalle abitudini di vita. La nicotina è certamente un potente stimolante, che rende i fumatori più soggetti a soffrire di insonnia soprattutto se fumano poco prima di addormentarsi (il che capita molto spesso). Il problema è ancora più evidente tra le donne over 50. Oltre all’insonnia, il fumo causerebbe una cattiva forma di sonno: nel 2008 i ricercatori della Johns Hopkins University (Usa) hanno studiato il cervello di 40 fumatori e di altrettanti non fumatori mentre dormivano, arrivando a registrare tra i non fumatori una percentuale pari al 5 per cento di disturbi del sonno, percentuale che saliva al 22,5 per cento nei fumatori. Attraverso un’indagine con elettroencefalogramma è stato dimostrato che questo dipende dal fatto che i fumatori passano più tempo nella fase del sonno leggera rispetto ai non fumatori.

Melatonina: rimedio per fumatori

Secondo uno studio dell'Università della Florida, gli esseri umani in media perdono 1,2 minuti di sonno per ogni sigaretta fumata a causa degli stimoli e degli effetti collaterali causati dalla nicotina. Per questo smettere è importante, magari cercando di ripristinare gradualmente il sonno perso con soluzioni che, al contrario della nicotina, siano in grado di ripristinare i corretti ritmi circadiani. Una su tutte è ovviamente la melatonina, capace di dare una risposta ai disturbi del sonno come l’addormentamento difficoltoso o i risvegli notturni indesiderati.

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