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Igiene dentale, i falsi miti

Igiene dentale, i falsi miti

Una ricerca commissionata a Doxa dall’Accademia italiana di odontoiatria protesica, condotta su un campione di 800 persone tra i 40 e i 75 anni, ha recentemente messo in luce quanto poco teniamo all’igiene orale. Pare infatti che solo il 30 per cento dei nostri concittadini adulti abbia ancora tutti i denti naturali. Circa 19 milioni di italiani, praticamente uno su quattro, hanno perso almeno otto denti. Le cause sono diverse, ma certamente le principali sono due: la carie, ovvero una progressiva decalcificazione dei tessuti duri del dente, e la malattia parodontale, che compromette in modo irreversibile la salute dell’osso e delle gengive. Una scarsa manutenzione del cavo orale facilita enormemente questi processi degenerativi che compromettono non solamente l’estetica del nostro sorriso ma anche la funzionalità della masticazione. Tuttavia è importante anche un’alimentazione povera di zuccheri liberi. Non dimentichiamo inoltre che anche patologie che interessano l’intero organismo, come il diabete, possono avere ripercussioni sulla salute della bocca tanto quanto lo hanno le cattive abitudini, prime tra tutte fumo e abuso di alcol.

Impariamo a lavarci i denti

Spazzolino e dentifricio sono i primi alleati contro la carie, ma l’importante è usarli bene: come prima cosa evitiamo lo spazzolamento troppo energico. L’eccessiva pressione, infatti, provoca abrasioni alla superficie dei denti e danni alla gengiva. Non è la pressione il fattore chiave, quanto il tempo dedicato: uno spazzolamento veloce non rimuovere la placca responsabile di carie e problemi gengivali. In base alla tipologia di dentatura il dentista o l’igienista dentale ci possono suggerire la tecnica più adatta al nostro cavo orale. Un consiglio vale per tutti: non sciacquiamoci la bocca troppo, dopo esserci lavati i denti, ma limitiamoci a sputare. In questo modo infatti consentiremo al fluoro presente nel dentifricio di fissarsi sulla superficie dei denti per proteggerli. Occhio anche al tipo di spazzolino: meglio quelli a setole morbide su testine arrotondate, che si muovono meglio in bocca. In ogni caso va sostituito mediamente ogni due mesi e mezzo. Oggi sono molto diffusi gli spazzolini elettrici: ottimi quelli con testina rotonda e movimento oscillante-rotante, che rimuovono la placca più a fondo.

Occhio al sanguinamento gengivale

Una buona norma è quella di passarsi il filo interdentale almeno una volta al giorno dopo aver lavato i denti con spazzolino e dentifricio. Sempre una volta al giorno possiamo fare risciacqui con il collutorio, a patto che siano senz’alcol: previene carie e alitosi senza infiammare le gengive. Occhio invece se lavandoci vediamo del sangue: il sanguinamento ripetuto può segnalare un inizio di gengivite che, se non curata, può trasformarsi in parodontite. E la pulizia dei denti? Meglio ogni sei mesi anche se i tempi variano da persona a persona: in pazienti che mantengono una buona pulizia anche una volta l’anno è sufficiente, mentre in chi presenta gengiviti o parodontiti è consigliata ogni tre o quattro mesi.

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