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Il jet-lag non fa più paura

Rimedi jet lag

Chi viaggia molto sa quanto può essere fastidioso il cambio di fuso orario. Si chiama jet-lag l’insieme dei disturbi che colpiscono proprio chi viaggia in aereo. La ragione è semplice: il nostro organismo è sincronizzato su un ritmo di 24 ore (è il cosiddetto ritmo circadiano), legato all’alternanza di luce e buio e quindi alle nostre abitudini di vita. È su questo ritmo che si organizza tutta l’attività del nostro corpo: oltre all’alternanza sonno-veglia, il ritmo circadiano controlla le oscillazione giornaliere della temperatura corporea, della pressione arteriosa e della secrezione ormonale. Le conseguenze del jet-lag sono diverse e comprendono sintomi come stanchezza, inappetenza, disturbi del sonno, alterazioni della funzionalità gastrointestinale e una sensazione di malessere generale che può comprendere nausea, cefalea e dolori muscolari. Normalmente occorrono un po’ di giorni prima che il nostro organismo si adatti da solo al nuovo orario e quindi al nuovo ritmo circadiano.

Come funziona l’“orologio interno”

Il funzionamento dei ritmi circadiani è interessante. Tutto avviene in una regione del cervello, l’ipotalamo, dove alcune cellule regolano i ritmi rispondendo a segnali esterni, come ad esempio la luce e il buio. Tuttavia questo gruppo di cellule non segue un ritmo di esattamente 24 ore, ma di circa 24 ore e 30 minuti. Questo spiega perché il recupero da jet-lag è più rapido se si viaggia verso ovest, meno se si va verso est: nel primo caso è relativamente più facile allungare la durata del ritmo circadiano per via di questo sfasamento di mezz’ora.

I consigli contro il jet-lag

Resta il fatto che il disturbo c’è, anche se alcuni consigli possono essere d’aiuto. Un’ottima soluzione, è la melatonina: integratori alimentari a base di questa sostanza contribuiscono infatti alla riduzione del tempo richiesto per prendere sonno e alleviano i fastidiosi effetti da cambio di fuso orario. Certo possiamo fare molto anche con comportamenti adeguati. Ad esempio riposiamo durante il volo, specialmente se il viaggio è di lunga durata. Ci si può aiutare inoltre con l’alimentazione: preferiamo pasti leggeri e riduciamo il consumo di tè, di caffè o di alcool. Ricordiamoci di bere molta acqua, perché l’atmosfera sull’aereo può favorire la disidratazione che a sua volta comporta la comparsa di alcuni sintomi da jet-lag. Quando arriviamo a destinazione cerchiamo di ristabilire il ritmo sonno-veglia locale. Pertanto se soffriamo di insonnia consumiamo a cena carboidrati e zuccheri. Il consulto medico è utile solo se i sintomi non cessano dopo alcuni giorni ma anzi producono disturbi veramente importanti. Non dimentichiamo infine che i ritmi circadiani sono influenzati dall’esposizione alla luce del sole: da tempo alcuni centri forniscono sedute di fototerapia, basata cioè sull’esposizione a fonti luminose naturali o artificiali. In questo si stimolano naturalmente i mediatori biologici che agiscono sul cervello, riducendo il malessere e regolando i ritmi naturali.

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