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Insonnia e ipertensione: il legame

Sole e scottature: i rimedi

Dormire poco e male fa male all’intero organismo. Oggi sappiamo che a patirne in modo particolare è la pressione sanguigna. È, infatti, ormai nota la correlazione tra privazione del sonno e ipertensione arteriosa: gli squilibri a danno dei vasi sanguigni, prodotti da un’insonnia prolungata nel tempo, causano un aumento del regime pressorio con una conseguente degenerazione arteriosclerotica, sul lungo periodo, dei vasi e del cuore stesso. Fino ad alcuni decenni fa la medicina aveva dato poca importanza alla qualità del sonno nell’origine delle patologie cardiovascolari: si era sempre pensato che le cause di queste condizioni fossero da ricercare in ciò che i pazienti fanno durante il giorno. Oggi però sappiamo che sedentarietà, fumo di sigaretta e alimentazione non sono gli unici responsabili. I dati epidemiologici ci dicono, infatti, che il momento di maggiore incidenza dell’infarto del miocardio e dell’ictus cerebrale è il risveglio. Non solo: sappiamo anche che lo scarso controllo della pressione arteriosa e della glicemia nelle ore notturne è strettamente correlato a un aumento del rischio di sviluppare complicanze cardiovascolari e cerebrovascolari.

Insonnia: un problema diffusissimo

Un recente studio sul tema, condotto su 219 soggetti con insonnia cronica e 96 soggetti con sonno normale, ha dimostrato l’impatto della privazione del sonno sull’ipertensione. Sottoposti a polisonnografia notturna e a un questionario per valutare i periodi di addormentamento e di risveglio, i soggetti hanno mostrato come la presenza d’insonnia determini un incremento del rischio d’ipertensione arteriosa tra il 300 e il 400 per cento superiore alla media. Inoltre questo incremento di rischio è indipendente dalla presenza di altri fattori come l’età avanzata, il sesso, l’indice di massa corporea aumentato, diabete, fumo e alcool. L’incidenza d’ipertensione arteriosa è risultata, inoltre, particolarmente elevata nei soggetti con frequenti e protratti episodi di risveglio.

Melatonina e gli altri rimedi

I dati sono molto importanti: grazie a questo e altri studi analoghi oggi disponiamo di un ventaglio di possibilità diverse tra loro per prevenire l’ipertensione arteriosa. In ogni caso è fondamentale riequilibrare l’orologio biologico, agendo sulle cause della difficoltà a prendere sonno e a raggiungere un livello di riposo notturno ottimale. Questo disturbo può dipendere, infatti, dall’ansia e dallo stress, ma anche da cattive abitudini legate a esigenze professionali o personali. Affrontare i disturbi del sonno è possibile anche con rimedi dolci e senza particolari controindicazioni: possono rivelarsi utili rimedi naturali a base di melatonina o di altri principi attivi che facilitano un riposo profondo, importante sia per la mente che per il fisico. Utilissime anche le tecniche di rilassamento e meditazione, che per molte persone rappresentano un aiuto sufficiente a ripristinare un corretto ritmo sonno-veglia.

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