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Insonnia? Un problema per la psiche

Insonnia un problema per la psiche

Dormire poco fa male al fisico ma anche alla mente. La privazione del sonno è infatti causa di affaticamento e irritabilità: ormai diverse ricerche lo hanno confermato. Si stima che oltre il 50 per cento dei pazienti con insonnia soffra anche di una condizione di tipo psichico e in modo particolare di ansia e disturbi dell’umore: grazie ai numerosi studi scientifici oggi sappiamo che un sonno insufficiente è un fattore di rischio per queste condizioni. In questi soggetti il disturbo del sonno può essere sempre presente o manifestarsi nei periodi di acutizzazione dei sintomi della patologia psichica.

Aiutare il sonno con la natura

Vari esperimenti hanno dimostrato ad esempio che nei pazienti depressi sono presenti sconvolgimenti dei ritmi circadiani, quelli che caratterizzano l’alternanza del giorno e della notte. Per questo è fondamentale riequilibrare il nostro orologio biologico, partendo da rimedi dolci e senza particolari controindicazioni: possono rivelarsi utili gli integratori a base di melatonina o di altri principi attivi che facilitano un riposo profondo. Quando la difficoltà ad addormentarsi inizia a essere un problema, o quando il sonno non è riposante come vorremmo, anche tisane, decotti e infusi naturali possono in molti casi aiutare il fisiologico processo di addormentamento e contribuire a un sonno riposante, soprattutto quando non dormiamo bene a causa di stress eccessivo, di pasti abbondanti o di preoccupazioni che affollano la mente.

Un buon sonno già da bambini

Ma non solo: il legame tra sonno e mente riguarderebbe anche lo sviluppo del cervello già nei bambini. Uno studio pubblicato sul Journal Sleep Medicine Reviews ha indagato come la mancanza di sonno nei piccoli produca alterazioni emotive che potrebbero predisporre alla depressione e ai disturbi d’ansia una volta adulti. Per comprendere questi schemi gli studiosi hanno analizzato il sonno in 50 bambini con età compresa tra i 7 e gli 11 anni. I risultati mostrano che un sonno insufficiente produce maggiori emozioni negative e altera la percezione delle esperienze positive: dopo solo due notti di sonno insufficiente, i bambini traggono meno piacere da ciò che fanno e sono meno reattivi. Più recentemente è stato poi scoperto il collegamento tra sonno e disturbi depressivi stagionali, ovvero quel calo dell’umore che ci colpisce al cambio di stagione. Un gruppo di scienziati dell'Università della California (Usa), studiando il dna di una famiglia di individui che tendono ad andare a letto molto presto, ha scovato una mutazione del gene Per3, importante per scandire i ritmi sonno-veglia. Solo in presenza di questa mutazione questi individui soffrono anche di depressione stagionale.

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