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Intestino irritabile, quale dieta?

Intestino irritabile, quale dieta?

La sindrome dell’intestino irritabile (Ibs) è un disturbo gastrointestinale funzionale, ovvero non associato ad alterazioni individuabili con esami. È caratterizzato da un insieme di sintomi tra cui, in particolare, dolore, gonfiore addominale e irregolarità nell’evacuazione con episodi di diarrea o stitichezza. La patologia è caratterizzata da un decorso variabile nel tempo anche per lo stesso paziente e la causa è multifattoriale: una possibile predisposizione genetica, fattori ambientali e fattori fisiopatologici come pregressi episodi di infezione intestinale possono essere alla base del disturbo. Diversi studi hanno dimostrato come in Europa ne sia affetto tra il 5 e il 10 per cento della popolazione e in Italia il 7,2 per cento. In relazione al sintomo dominante si distingue l’Ibs-D, in cui prevale la diarrea, l’Ibs-C, caratterizzata da stipsi, e l’Ibs-M, in cui si alternano i due tipi di evacuazione.

La dieta contro il gonfiore

Non esiste una cura definitiva alla sindrome dell’intestino irritabile, anche se per migliorare i sintomi può essere utile seguire una dieta povera di alimenti che fermentano: è la cosiddetta dieta low Fodmap. Questa parola è un acronimo che sta per fermentable oligosaccharides, disaccharides, monosaccharides and polyols, ovvero oligosaccaridi, disaccaridi, monosaccaridi fermentabili e polioli, tutti zuccheri semplici e molecole fermentabili grazie all’azione dei batteri intestinali. Questo protocollo alimentare è stato messo a punto alla Monash University (Australia) e prevede l’esclusione di alimenti presenti in diversi tipi di frutta e verdura, in alcuni formaggi e derivati del latte e nei cereali. Tra i cibi da evitare ci sono per esempio carciofi, cavolfiore, funghi, aglio, cipolle, mele, pere, latte di mucca, capra e pecora e poi ancora sedano, asparagi, pesche e fagioli. Tra i prodotti low Fodmap, quindi ammessi, ci sono invece ceci e lenticchie in scatola, zucchine, zenzero, ravanelli, broccoli, finocchi, lattuga, latte e derivati senza lattosio, frutti di bosco, kiwi, uva, banane, arance, pomodori, riso, quinoa, pane e pasta senza glutine.

Come scegliere i cibi da eliminare

Da uno studio dell’università australiana, condotto su oltre 90 persone affette da sindrome dell’intestino irritabile, è emerso che nei pazienti con Ibs trattati con dieta Fodmap in un caso su due il dolore addominale si era ridotto in maniera significativa mentre altri sintomi come il gonfiore addominale e gli episodi di diarrea erano parzialmente rientrati. Nei pazienti che presentano sintomi invalidanti la dieta può essere d’aiuto, ma solo per un tempo limitato necessario per mettere a riposo l’intestino: non è infatti consigliabile seguire la dieta low Fodmap per un lungo periodo perché troppo limitante. In ogni caso, bando al fai da te: occorre sempre affidarsi al medico, prima di eliminare autonomamente questi alimenti dalla dieta. Dopo la dieta, infatti, occorre reintrodurre gradualmente i cibi eliminati per verificare quale di questi sia effettivamente responsabile della comparsa dei sintomi.

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