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L’intestino in viaggio: i consigli

Sole e scottature: i rimedi

Sì, viaggiare: ma non sempre l’intestino è felice quanto noi. Dipende essenzialmente dal cambiamento di abitudini alimentari e quella sintomatologia che ci può creare disagio nei primi giorni lontano da casa. Diarrea, stitichezza, nausea, gonfiore addominale, crampi sembrano spuntare proprio quando vorremmo rilassarci in vacanza. Spesso queste variazioni alimentari mettono a dura prova la flora batterica intestinale, che reagisce con questi e altri disturbi. Certamente anche il cambio di clima (più caldo o più freddo) può incidere sulla corretta funzionalità del colon. Ma non solo: talvolta, ad esempio viaggiando in Paesi tropicali, i sintomi possono peggiorare quando alimenti e bevande sono contaminati da batteri nocivi o ignoti all’organismo, che pertanto fatica a combatterli. I disturbi in genere si presentano già dai primi giorni di permanenza nella nuova destinazione e nella maggioranza dei casi, salvo complicanze, scompaiono entro una settimana. Tra i principali microrganismi coinvolti ci sono ad esempio l’Escherichia coli, la Shigella, il Campylobacter e la Salmonella.

Le fibre alimentari e i viaggi

Inoltre i disturbi intestinali legati ai viaggi possono dipendere anche dallo stress dei preparativi, dal cambiamento dei ritmi di vita, dalla lontananza dal bagno di casa e dalle normali abitudini. Pertanto, per preservare il benessere dell’intestino durante un viaggio è utile seguire alcune raccomandazioni. Ad esempio cerchiamo di controllare l’ansia della partenza e manteniamo per quanto possibile immutate le nostre abitudini quotidiane, soprattutto nei primi giorni di vacanza, per permettere all’intestino di ambientarsi a poco a poco al cambiamento. Chi visita paesi esotici, dove i livelli di igiene sono ridotti, dovrebbe evitare cibi crudi e bevande non provenienti da bottiglie sigillate. Importante inoltre curare la dieta senza trascurare l’attività fisica.

Rimedi per i disturbi intestinali

I probiotici (fermenti lattici vivi) e i prebiotici, che hanno la capacità di apportare un fondamentale nutrimento alla microflora intestinale, sono un valido alleato. Utili anche i rimedi erboristici come tisane e decotti di semi di finocchio o di anice, consumabili anche freddi, in grado di inibire la fermentazione batterica. Ottime anche le tisane di cumino, melissa o camomilla e l'olio essenziale di mirto, anch'esso antifermentativo. Gli integratori che associano fibra di psyllium e fermenti lattici vivi (probiotici) combattono i disturbi intestinali perché sono grado di nutrire e rinforzare la flora batterica intestinale. Utili anche prima di partire, con dosaggi più bassi, per preparare il nostro intestino ai cambiamenti climatici e di alimentazione.

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