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L’unica dieta, quella mediterranea

L'unica dieta quella mediterranea

Il miglior modo di mangiare? Si chiama dieta mediterranea. Non si tratta di sciovinismo: il primo a parlare dei benefici dell’alimentazione tradizionale del sud Italia fu un americano, Ancel Keys, nel secondo Dopoguerra. Il medico statunitense, che per decenni visse in provincia di Salerno, scoprì infatti come l’alimentazione estremamente povera del Cilento era correlata a una ridotta mortalità per problemi cardiocircolatori rispetto all’opulenta America. A più di mezzo secolo dall’intuizione di Keys, questa dieta è ancora oggi considerata da tutti i nutrizionisti la migliore per la prevenzione di tumori e malattie cardiovascolari, a oggi prime cause di morte nei Paesi occidentali. Uno studio di qualche anno fa condotto dalla Sahlgrenska Academy di Gotheborg (Svezia) aveva mostrato ad esempio come tra gli svedesi che seguono questo regime l’aspettativa di vita è superiore del 20 per cento rispetto a chi segue abitudini alimentari scandinave. Perché allora oggi il sud Italia vede una forte incidenza di obesità? Perché la dieta mediterranea non è più seguita da nessuno, stravolta prima dall’abuso di formaggi come le mozzarelle e poi dall’avvento di massa di prodotti dolciari industriali. Tanto che a fare le spese del sovrappeso, proprio al Sud, sono oggi soprattutto i bambini. Che una volta abituati ai sapori intensi dei dolci industriali non apprezzano più i cibi semplici e meno pericolosi.

La dieta mediterranea previene l’Alzheimer

In realtà oggi sappiamo che la dieta mediterranea è benefica sotto tanti aspetti: ad esempio previene le malattie neurodegenerative come l’Alzheimer. È questo il risultato di uno progetto pilota dell’Università di Milano che ha indagato le abitudini alimentari per capire quale fosse il menù ideale per prevenire o ritardare la demenza e rallentarne la progressione. I ricercatori dell’università milanese hanno messo sotto osservazione 35 ospiti di una residenza sanitaria del capoluogo lombardo. I risultati della ricerca dimostrano che l’insorgenza della demenza è più alta in chi consuma cibi ricchi di colesterolo, grassi saturi e molti calorici, tutti fattori che giocano un ruolo importante nella formazione delle placche di beta-amiloide e nel danno ossidativo ai neuroni, che conducono alla malattia.

I pilastri della dieta mediterranea

Al contrario la dieta mediterranea, nella quale cereali, frutta e verdura la fanno da padrone, assicura un declino cognitivo molto più lento, rallentando il rischio di demenza grazie a nutrienti fondamentali come carboidrati, grassi e proteine, e micronutrienti quali potassio, sodio, zinco, acido folico, calcio, selenio, vitamine C, D, E. In sintesi, la dieta mediterranea si fonde su una scelta di alimenti con pochi grassi saturi, molta verdura, una discreta, ma non eccessiva, quantità di frutta, cereali, farine e legumi integrali, pochissima carne, formaggi in dosi ridotte, buona quantità di pesce e come unico condimento grasso l’olio extravergine d’oliva.

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