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La memoria? Questione di allenamento

La memoria questione di allenamento

Dimenticate le cose facilmente? Potrebbe dipendere da una proteina che nel cervello funziona come un interruttore capace di accendere e spegnere i ricordi: la scoperta si deve a una ricerca condotta di recente da Steve Finkbeiner della University of California (Usa) e pubblicata su Nature Neuroscience. Certamente però la memoria è molto più che una semplice funzione biologica. Oggi i neurologi identificano tre diverse forme: la memoria sensoriale, che ci permette di immagazzinare per pochi secondi informazioni tattili, visive, olfattive, uditive o gustative; la memoria a lungo termine, che ci permette di conservare informazioni per un lungo periodo come episodi di vita; e infine la memoria a breve termine, più rivolta al presente e necessaria a interagire con la realtà. 

L’importanza dello stile di vita 

Ma cosa possiamo fare per preservare queste tre fondamentali funzioni? Anche se molto ha a che fare con i nostri geni, sono tre le raccomandazioni principali. La prima riguarda lo stile di vita: condizioni psichiche come stress e ansia hanno il loro peso nella capacità di mantenere l’attenzione e di ricordare. E la tecnologia? Non è necessariamente nemica: secondo alcune ricerche usare smartphone, tablet e pc può persino stimolare il cervello a patto di non trascurare le relazioni. Parlare, svolgere attività sociali e continuare a informarsi è importante, specie nella terza età, tanto quanto coltivare hobby pratici: lavori in casa, bricolage, giardinaggio. Tutto ciò infatti mantiene giovane la mente e aiuta a preservare una buona manualità, capacità che nell’anziano può invece essere persa insieme alla memoria. 

Camminare e mangiare bene 

Come per altre funzioni fisiche e psichiche, occorre poi puntare su alimentazione e attività fisica. Un’équipe di scienziati della University of British Columbia (Canada) ha diviso in tre gruppi identici un cospicuo numero di donne tra i settanta e gli ottant’anni affette da lieve disabilità cognitiva: al primo è stata prescritta una camminata regolare, al secondo esercizi di sollevamento pesi e a un terzo nessuna attività. I risultati sono impressionanti: le donne camminatrici hanno registrato progressi mnemonici ben superiori a quelli ottenuti dalle signore che avevano fatto altri esercizi. Un costante deterioramento cognitivo, invece, è stato registrato nelle donne inattive. Ma questo vale anche per i giovani: altri studi hanno chiarito che chi si allena quattro ore dopo aver studiato ricorda meglio quanto appreso. Fondamentale, infine, un’alimentazione sana e ricca di antiossidanti: meglio la dieta mediterranea, ricca di frutta, verdura e pesce azzurro. Va particolarmente curata l’alimentazione nell’anziano perché spesso con l’età l’organismo non riesce ad assorbire alcuni nutrienti importanti come le vitamine B12 e D, e i folati.

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