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La stitichezza da farmaci: che fare?

Stitichezza da farmaci

Se c’è un disturbo intestinale particolarmente diffuso al mondo, questo è certamente la stitichezza. Si calcola che più di 4 milioni di americani ne soffrano frequentemente e i dati italiani non sono da meno, specialmente tra le donne. Del resto una delle frequenti cause di questo disturbo, la sindrome del colon irritabile, colpisce da sola il 7 per cento della popolazione italiana. La stipsi è diffusa soprattutto tra gli over 65, ma anche le gestanti possono esserne colpite così come chi ha appena subito un intervento chirurgico. Da un punto di vista clinico la stitichezza è definita come un disturbo della defecazione che comporta difficoltà nello svuotamento dell’intestino, durezza delle feci, sensazione di incompleto svuotamento, dolore oltre a necessità di ricorrere a clismi e naturalmente a una ridotta frequenza delle evacuazioni (meno di 3 volte la settimana).

Fibre solubili e fibre insolubili

Le cause, oltre al colon irritabile, sono le più varie anche se nella maggior parte dei casi la stipsi è dovuta a un’alimentazione povera di fibre e liquidi. Ciò che talvolta non si considera è che non di rado anche l’abuso di alcuni farmaci può favorirla. In particolare gli antidolorifici a base di oppioidi: è la cosiddetta costipazione indotta da oppioidi (Cio). Questi farmaci provocano infatti una riduzione della motilità intestinale e delle attività secretorie associate, con conseguente formazione di feci dure. In presenza di Cio è sempre necessario controllare l’alimentazione. Le fibre solubili e insolubili, che si trovano nella frutta, nella verdura e nei cereali, giunte nell’intestino rendono più morbida la consistenza delle feci: importante quindi non privarcene così come è utile aumentare l’apporto di acqua ed eventualmente assumere integratori alimentari ad hoc. Tra questi sono in particolare quelli a base di psyllium ad aver dimostrato una spiccata capacità nel riattivare la funzione dell’intestino senza irritarlo. Fibra parzialmente solubile, lo psyllium unisce i benefici delle fibre solubili a quelle insolubili.

Quali farmaci causano stitichezza

Attenzione, però: oltre agli antidolorifici possono rallentare la funzionalità intestinale anche gli antiacidi a base di alluminio o calcio, antispastici, antidepressivi, i tranquillanti, integratori a base di ferro, anticonvulsivanti per l’epilessia, antiparkinsoniani, i farmaci per il cuore o per la pressione a base di calcio-antagonisti e alcuni diuretici. In tutti questi casi, oltre alle misure alimentari, sarà il medico a dover valutare l’eventualità di ridurne il dosaggio. Attenzione, però: avvertiamo sempre il medico quando la stitichezza insorge in modo improvviso, quando dura da più di tre settimane, quando è particolarmente severa o quando è associata a dolori addominali, in particolare se il paziente ha più di 45 anni. In questi casi è consigliabile una visita dal gastroenterologo che potrebbe prescrivere gli esami più appropriati.

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