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Lichen sclerosus e secchezza vaginale

Lichen sclerosus e secchezza vaginale

Dolore e prurito a livello vulvare. E poi la cute che diviene biancastra, rigida e secca, le labbra si assottigliano progressivamente, l’entrata vaginale si restringe. È il quadro clinico del lichen scleroatrofico vulvare, noto anche come lichen sclerosus, una forma di invecchiamento dei tessuti genitali esterni prodotto da anticorpi che attaccano i tessuti sani dell’organismo. Nelle prime fasi della malattia compaiono macchie bianche, di solito lucenti e piatte, ma che in un secondo momento si ingrandiscono. La pelle delle pustole si assottiglia e si raggrinzisce, si lacera con facilità e si formano lividi rossastri o violacei. In alcuni casi si possono formare cicatrici.

Come si diagnostica

Si tratta di un problema che riguarda molte donne ma che spesso è sottovalutato. Eppure provoca disturbi fastidiosi, che spesso rendono difficili se non impossibili i rapporti sessuali e che in alcuni casi possono degenerare in patologie più serie. Il lichen sclerosus coinvolge la pelle, i tessuti sottocutanei e i vasi sanguigni che si congestionano durante l’eccitazione sessuale. Inoltre causa la formazione di microabrasioni durante i rapporti che possono portare a una vestibolite vulvare, specie se la donna è in menopausa e presenta una carenza di ormoni. Se si tratta di un caso grave, il medico può diagnosticare il lichen sclerosus soltanto osservando le lesioni. Normalmente, tuttavia, è necessario prelevare un minuscolo campione della pelle lesionata e sottoporlo a biopsia per escludere patologie simili.

Terapie locali contro il lichen

Oggi la terapia prevede applicazioni locali di cortisonici in pomata: questo riduce rapidamente i sintomi più fastidiosi. In seguito possono essere usate pomate contenenti ormoni con lo scopo di migliorare le condizioni del tessuto vulvare, eliminando prurito e secchezza così da permettere alla coppia di ritrovare una buona intesa sessuale. Esistono numerose altre terapie coadiuvanti utili a ripristinare il trofismo dei tessuti e a ridurre il prurito e la secchezza: ad esempio le creme a base di acido ialuronico e arricchite di ingredienti vegetali capaci di favorire i processi riparativi delle microlesioni e delle ferite dell’epitelio vulvovaginale, apportando una giusta quantità di acqua ai tessuti e aiutando ad alleviare disturbi intimi come irritazione e infiammazione migliorando così l’elasticità e il tono dei tessuti vaginali. Queste creme inoltre favoriscono il ripristino di un ambiente umido e lubrificato, necessario alla salute dei genitali. Possono completare l’azione terapeutica massaggi in grado di ridare elasticità ai muscoli che circondano l’entrata vaginale.

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