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Malattie metaboliche? Mangiamo piano!

Malattie metaboliche? Mangiamo piano!

Mangiare bene significa mangiare lentamente. A dirlo sono ricercatori della Texas Christian University (Usa) che hanno dimostrato come la diversa velocità con cui ingeriamo il cibo influisce sulla qualità della nutrizione. In altre parole, una masticazione troppo rapida comporta conseguenze negative che vanno dall’accumulo di peso corporeo a maggiori rischi di contrarre malattie cardiometaboliche (ovvero legate alle interazioni tra apparato cardiovascolare e attività metabolica) rispetto a chi il cibo lo gusta con la dovuta lentezza.

Mangiare piano per non ingrassare

Per dimostrarlo gli studiosi hanno reclutato volontari suddivisi in tre gruppi – normopeso, sovrappeso e obesi – ai quali è stato chiesto di consumare due pasti in un contesto controllato. I ricercatori hanno, inoltre, raccolto dati sulla fame avvertita dai soggetti prima dei pasti, sulla velocità di assunzione e sui liquidi bevuti durante i pasti. Risultato: i soggetti di peso normale hanno mostrato una riduzione significativa del consumo calorico durante il pasto lento rispetto al pasto assunto velocemente, evidenza non riscontrata negli altri soggetti. Se le differenze di apporto energetico sono state influenzate dalla velocità solo nei soggetti normopeso, in tutti e tre è emersa invece un'evidenza: la sensazione di fame provata dopo il pasto consumato lentamente era sempre minore. Probabilmente, secondo i ricercatori, questo ci deve far pensare che mangiare masticando bene il cibo e deglutendolo lentamente può concretamente agire sulla voglia di mangiare e quindi sulla minore assunzione di peso. Detto in altre parole, più lentamente mangiamo maggiore è la sensazione di sazietà a fine pasto.

Controllo del colesterolo buono

Ma non è tutto qui. Un'altra ricerca, questa volta coreana e pubblicata su Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Disease, spiega che gli individui abituati a mangiare con voracità corrono molti più rischi cardiometabolici. Questi disturbi insorgerebbero, spiegano gli studiosi, a causa di un aumento dei livelli di glucosio nel sangue e a una riduzione del cosiddetto colesterolo buono in chi mangia rapidamente. Uno studio giapponese ha rincarato la dose: ha individuato, infatti, una correlazione tra consumo veloce dei pasti e stati infiammatori dell’organismo.

Nonostante queste evidenze non esiste ancora una corretta consapevolezza dell'importanza di un'educazione alimentare che consideri non solo ciò che mangiamo ma anche con quali modalità. Le malattie cardiometaboliche sono molto diffuse nelle società occidentali che, non a caso, sono quelle in cui si riscontrano le peggiori abitudini alimentari motivate anche dalla frenesia con cui consumiamo i pasti. Un pranzo di lavoro assunto con la dovuta tranquillità vale, insomma, molto più di qualsiasi medicina.

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