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Melatonina? Meglio pura!

Melatonina pura

La melatonina è un rimedio ormai noto a molti, soprattutto agli insonni. Ormone prodotto da una piccola ghiandola del cervello, l’epifisi, in quantità diverse in base all’alternanza luce-buio, questa sostanza influenza il sonno. Non stupisce la popolarità che la melatonina ha raggiunto: i problemi di insonnia colpiscono oltre 9 milioni di italiani e sono in aumento anche tra i bambini (quattro su dieci ne soffrono). In ogni caso teniamo presente che questa sostanza non è un ipnotico come i farmaci comunemente usati per dormire: semplicemente favorisce il sonno. Il meccanismo d’azione è semplice: al buio la melatonina viene naturalmente rilasciata dal corpo così da dare il via a una sorta di rilassamento che favorisce lo scivolamento verso il sonno.

Gufi, allodole e il jetlag

La melatonina inoltre è adatta in quelle persone, chiamate comunemente “gufi”, che la sera non andrebbero mai a letto mentre al mattino fanno fatica a svegliarsi. Per questo ormai molti studi ne hanno mostrato l’efficacia per combattere il jetlag: migliora infatti sia il sonno di chi è costretto a cambiare fuso orario sia i sintomi che compaiono di giorno dopo una notte disturbata, ovvero stanchezza, malessere e disturbi digestivi. La melatonina, poi, è utile anche negli anziani: la sua naturale secrezione infatti si riduce con il passare degli anni. Ma non è tutto: persino alcune patologie specifiche trarrebbero beneficio dalla melatonina. Uno studio pubblicato da Current opinion in pulmonary medicine ha messo in luce come le terapie per l’insonnia, e in particolare la melatonina, migliorano la qualità di vita dei pazienti affetti da patologie respiratorie croniche e degenerative come la broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Come va assunta la melatonina

Attenzione, però: perché la melatonina sia davvero efficace contro i disturbi del sonno è consigliabile utilizzarla pura. Una qualsiasi contaminazione potrebbe provocare effetti collaterali. Non tutte le melatonine in commercio sono uguali: occorre quindi verificare il grado di purezza certificato dall’etichetta. Quando è di qualità, la melatonina non provoca assuefazione ed effetti collaterali spesso legati invece all’assunzione di farmaci. La melatonina ha un’emivita di circa 30 minuti: ciò significa che ci vuole mezz’ora perché la concentrazione nel sangue della sostanza si riduca del 50 per cento. Pertanto nel caso si assuma l’integratore a distanza troppo breve dal momento in cui si va a dormire, e cioè meno di un paio d’ore, il sonno potrebbe arrivare tardi in quanto l’organismo non ha avuto il tempo di assimilare la sostanza. Al contrario una formulazione sublinguale favorirebbe il rapido assorbimento della melatonina attraverso la mucosa orale, raggiungendo subito il circolo sanguigno, per agire nell’immediato e in maniera più efficace.

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