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Tutti i consigli per stare bene e vivere al meglio

Perdi pochi chili e stai meglio

Perdi pochi chili e stai meglio

Per stare bene non serve dimagrire tanto: è sufficiente perdere il 5 per cento del peso corporeo. Lo dimostra una ricerca che ha confrontato gli effetti del dimagrimento su valori come glicemia e insulino-resistenza. Lo studio, condotto dai ricercatori dell'Università di Washington e pubblicata su Cell Metabolism, ha coinvolto 40 soggetti obesi suddivisi in gruppi: ad alcuni è stato richiesto di mantenere il proprio peso, ad altri, di perderne il 5, il 10 e il 15 per cento seguendo una dieta ipocalorica. I risultati sono stati chiari: “Già perdendo il 5 per cento del peso”, ha spiegato il coordinatore dello studio Samuel Klein, “la funzionalità delle cellule pancreatiche che producono insulina migliora, così come la sensibilità all'ormone da parte dei tessuti”. Questo non toglie che dimagrendo di più i risultati siano ancora più evidenti, tuttavia il risultato è importante perché incoraggia a iniziare una dieta puntando a obiettivi realizzabili.

Come combattere l'obesità

Il problema dei chili in eccesso è attuale: secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2010 erano circa 43 milioni i bambini al mondo sotto i 5 anni di età a essere in sovrappeso. Senza contare il problema dell'obesità, che riguarda chi ha un indice di massa corporea superiore a 30: dal 1980 a oggi l’incidenza di questa patologia è più che raddoppiata. Il primo passo è sapere cosa ci spinge a mangiare anche quando non abbiamo veramente fame. A rendere un alimento irresistibile sono infatti i grassi, presenti nella dieta dell’uomo preistorico per l’11 per cento e oggi tra il 35 e il 40. “Quando gola e fame sono in conflitto”, scrive Sharman Apt Russell in Fame, una storia innaturale (Codice edizioni), “spesso è la prima ad averla vinta. Lo notiamo nei pazienti che vengono nutriti tramite cannula: la loro fame è alleviata, ma l’appetito rimane e segretamente mangerebbero del cibo solido anche a rischio di dolore o vomito”.

I vantaggi della dieta mediterranea

La soluzione si chiama dieta mediterranea. Il primo a parlare dei benefici dell’alimentazione tradizionale del sud Italia fu l'americano Ancel Keys che, nel secondo Dopoguerra, visse in provincia di Salerno dove scoprì come l’alimentazione povera del Cilento fosse correlata a una ridotta mortalità per problemi cardiocircolatori. Ecco i suoi pilastri fondamentali:

1. Pochi grassi saturi
2. Molta verdura
3. Una discreta, ma non eccessiva, quantità di frutta
4. Cereali, farine e legumi integrali
5. Pochissima carne
6. Formaggi in dosi ridotte
7. Buona quantità di pesce
8. Unico condimento grasso: olio extravergine d’oliva

A sessant’anni questa dieta è ancora oggi considerata da tutti i nutrizionisti la migliore per la prevenzione di tumori e malattie cardiovascolari, a oggi prime cause di morte nei Paesi occidentali.

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