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Qual è il nostro ritmo circadiano

Qual è il nostro ritmo circadiano

Mangiare, lavorare, studiare, lavarsi, fare sport. Nell’arco di una giornata ognuno di noi compie numerose azioni che svolgiamo in modo casuale, senza badare all’ora in cui le compiamo. Ma attenzione: la nostra giornata è scandita da ritmi segnati da un orologio interno, un fine meccanismo che regola le attività biologiche e che ci rende più o meno inclini a svolgere con successo queste azioni. Conoscere i nostri momenti di massima energia può essere utile per programmare al meglio gli impegni e i momenti per noi.

I ritmi circadiani e gli ormoni

Una teoria rivoluzionaria? No. In realtà è già dagli anni Cinquanta che si parla di cronobiologia, il campo di ricerca multidisciplinare che studia i fenomeni ciclici nell’arco di una giornata. A scoprirli fu un ricercatore francese, Alain Reinberg: l’organismo di un soggetto sano, spiegava, ha la capacità di autoregolarsi in modo da mantenere costanti le concentrazioni delle varie sostanze chimiche. Oggi i presupposti della cronobiologia sono accettati dalla comunità scientifica e derivano dalle osservazioni delle variazioni ormonali, della propensione all’addormentamento e dell’attività di alcuni geni. Ritmi che gli scienziati distinguono in tre categorie: quelli circadiani, che determinano le variazioni biologiche nell’arco delle ventiquattro ore (come il ritmo sonno-veglia), quelli infradiani, che si presentano meno frequentemente rispetto alle ventiquattro ore (come il ciclo mestruale) e quelli ultradiani che si ripresentano più volte nell’arco delle ventiquattro ore, come i cicli di sonno Rem che si susseguono più volte nel corso di una notte.

Persone mattiniere e persone serali

Secondo i biologi, i ritmi infradiani e circadiani influenzano il nostro stato di vigilanza, le nostre capacità di attenzione e di risposta allo stress. Tutto ciò, unito agli stimoli ambientali, può influenzare in vario grado le nostre capacità di compiere molte attività della vita quotidiana. Esistono però variabili del tutto personali: è il cosiddetto cronotipo, ovvero le propensioni di ciascuno a essere produttivi in determinati momenti della giornata. Ad esempio se ci sono persone che restano alzate volentieri fino a tarda ora ma faticano a svegliarsi al mattino (i cosiddetti “gufi”) e i mattinieri che al tramonto o subito dopo cena vengono colti da un’invincibile sonnolenza (le “allodole”). Perché queste differenze? Alla nascita i ritmi circadiani si mettono in moto e, in un modo o in un altro, ci accompagnano per tutta la vita scandendo la nostra propensione al sonno e i livelli di vigilanza e attenzione. L’importante è conoscerli e adattarci, per quanto possibile, alle nostre inclinazioni senza imporci orari che non sono fatti per noi.

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