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Le ragadi: ferite dolorose

Le ragadi prediligono le regioni situate attorno agli orifizi naturali, le pieghe cutanee, e le zone esposte a sollecitazioni molteplici: labbra, narici, talloni, margine periungueale. Il fattore di primaria importanza nella formazione della ragade è la perdita della normale elasticità e distensibilità della cute, dovuta alle cause più varie (fattori fisici, chimici e traumatici etc…).
Generalmente, anche se guariscono con difficoltà, non lasciano alcuna cicatrice. Tuttavia il fastidio associato a tali piccole lesioni può protrarsi a lungo a causa della lentezza del processo di cicatrizzazione.

Ragadi alle mani

Le ragadi alle mani sono molto frequenti in chi fa lavori che comportano frequenti lavaggi delle mani e/o l’uso di prodotti chimici. Si formano anche a causa dello sbalzo termico durante i mesi invernali.

Ragadi ai piedi

La cute della pianta del piede è particolarmente spessa e poco idratata. Tende facilmente a screpolarsi, favorita dalle continue sollecitazioni a cui è sottoposta.
Il tallone e la pianta del piede sono delle zone spesso trascurate, restano umide dopo la doccia, o risultano particolarmente sudate se si calzano scarpe poco traspiranti.
Questi fattori possono contribuire alla formazione di piccoli e dolorosi tagli.

Ragadi al seno

Le ragadi al seno durante l’allattamento sono molto dolorose e possono disincentivare questo fondamentale momento per il neonato e la mamma. Idratare opportunamente il capezzolo può contribuire a prevenire la formazione delle ragadi mentre favorirne la cicatrizzazione può ridurne il dolore associato.

Ma vediamo perché si formano. 
Se il bambino, durante la poppata, ha un cattivo posizionamento, ovvero non ha in bocca una porzione di seno tale da poter effettuare con efficienza la suzione, col tempo si viene a determinare un danno da frizionamento della cute del capezzolo: la ragade. Questa fissurazione del tessuto cutaneo può avere forme diverse in base alla localizzazione della lesione: curvilinea (se attorno alla base), ramificata o rettilinea (se localizzata sulla punta del capezzolo).
La ragade, causando dolore durante la poppata, può portare a poppate limitate in numero e durata, con l’insorgenza di problemi secondari, quali svuotamento incompleto del latte dal seno (e successivo ingorgo) e ridotta produzione di latte a causa del mancato stimolo dato dalla suzione del bambino.
La ragade rappresenta, inoltre, una porta di ingresso per i batteri che, in caso di contemporanea presenza di ingorgo, può condurre a mastite.

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