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Regolarità intestinale e qualità della vita

Stitichezza e qualità della vita

La regolarità dell’intestino ha molto a che fare con il benessere, anche psicologico. Lo stress, infatti, ha un peso determinante sulla funzione digestiva: esiste non a caso un sistema nervoso intestinale, che vanta un numero di cellule nervose superiore a quelle del cervello, disseminate lungo tutto il tubo digerente. Il loro scopo è quello di garantire una funzione autonoma, anche se ben coordinata, rispetto al sistema nervoso centrale. Queste connessioni servono a regolare il transito del cibo, le secrezioni di enzimi e l'assorbimento dei nutrienti, gli spostamenti di liquidi e di elettroliti e l'immagazzinamento di energia. Tuttavia quando qualcosa in questo meccanismo non funziona sono proprio stomaco e intestino a farne spesso le spese: così basta uno stress temporaneo o protratto a farci star male di pancia. Naturalmente il legame va in due direzioni: stress, ansia e depressione accentuano i sintomi di un intestino che funziona male, ma anche il disagio che nasce da un intestino o uno stomaco che fanno le bizze può incidere sulla psiche. Non a caso è stato dimostrato che in tutte le persone con sindromi ansiose o tratti depressivi c’è una tendenza alla somatizzazione intestinale. Del resto se oggi tutti sappiamo che la serotonina è la sostanza che nel cervello regola il nostro tono dell’umore, pochi sanno che il 95 per cento è prodotto a livello dell’apparato digerente.

Ansia e depressione fanno male all’intestino

Il punto è che sintomi di questo tipo tendono a essere cronici e ostacolano le attività quotidiane di chi ne è affetto, determinando un impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti. Frequenti diarree, stitichezza, dolori addominali e gonfiore rendono complicato lavorare, divertirsi, mangiare. La regolarità dell’intestino è quindi un aspetto fondamentale del benessere, a ogni età e in ogni condizione di salute. Ma questo spiega anche perché le emozioni positive si associno al buon appetito e alla buona digestione mentre la depressione rallenti il transito intestinale, favorendo la stitichezza, laddove invece l’ansia può accelerarlo fino alla diarrea.

Fibre, il primo rimedio

Per tutte queste ragioni regolarizzare l’intestino da un lato aiuta a controllare sintomi prodotti da stati psicologici alterati, ma dall’altro è esso stesso un intervento in grado di farci stare meglio. Un intestino che funziona meglio significa infatti benessere e serenità, anche in contesti sociali spesso causa di disagio quando l’intestino è sottosopra. A questo scopo un aiuto viene dalle fibre, ad esempio dagli integratori a base di fibra di psyllium: sciolti in acqua, formano un gel capace di rimettere in moto la naturale regolarità, il tutto senza il pericolo di irritare l'intestino. Parzialmente solubile, lo psyllium unisce così i benefici delle fibre solubili e di quelle insolubili. Non dimentichiamo infatti che quando l’intestino è equilibrato anche le funzioni di altri organi come fegato, reni, muscoli, articolazioni e pelle ne beneficiano.

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