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Secchezza vaginale, problema (anche) giovanile

Secchezza vaginale, problema (anche) giovanile

Sono veramente tante le donne italiane che soffrono di secchezza vaginale. Disturbo che riguarda più frequentemente chi è in pre e in post menopausa, è però spesso presente anche nelle fasce più giovani: nel 30 per cento dei casi colpisce donne tra i 20 e i 40 anni. Purtroppo nelle donne in questa fascia d’età il problema è ancora più evidente e causa di maggiore disagio: la frequenza dei rapporti sessuali è superiore e dunque altrettanto la possibilità di creare traumatismi a una vagina non ben lubrificata. C’è però in particolare una categoria di giovani donne maggiormente a rischio: sono quelle che allattano a lungo. Gli ormoni prodotti durante questa delicata fase della vita femminile hanno infatti un effetto negativo sulla lubrificazione vaginale. 

Le donne più a rischio 

Non dimentichiamo inoltre che le donne che assumono la pillola a basso dosaggio a scopo terapeutico, quelle che hanno subito manovre diagnostiche invasive dopo una sospetta positività al pap test così come quelle sottoposta a terapie antibiotiche importanti contro infezioni quali la candida mostrano con frequenza segni di secchezza vaginale. In ogni caso, a prescindere dalla specifica causa, le terapie esistono e sono utili a ogni età della paziente. Se infatti da un alto non mancano le terapie ormonali, oggi sempre più sicure, dall’altro esistono rimedi naturali a base di acido ialuronico, betaglucano e sericina decisamente ben tollerati. Si tratta di prodotti, questi ultimi, che specie nelle giovani possono essere utili per il coadiuvare il trattamento coadiuvare il trattamento dei sintomi associati alle vulvo-vaginiti come seccehzza vaginale, prurito e irritazione anche per chi assume anticoncezionali per via orale. Grazie alle  proprietà riepitelizzanti, questI principi attivi stimolano il trofismo della mucosa vaginale ripristinando la sua funzionalità. Un buon rimedio è anche l’acido ialuronico, capace di riparare i tessuti e di svolgere un'azione antiossidante in modo del tutto naturale. Componente dei tessuti e della “pellicola” di zuccheri in cui vivono i bacilli essenziali alla lubrificazione, questa sostanza è presente nella composizione di numerose creme protettive e rigeneranti in associazione anche a proteine e vitamine. 

Le soluzioni naturali 

Naturalmente però già alle prime avvisaglie di secchezza occorre parlare con il ginecologo, e senza imbarazzi. Il pericolo è infatti che la secchezza degeneri in atrofia vulvovaginale, condizione particolarmente invalidante. I suoi sintomi sono inizialmente quelli della semplice secchezza, tuttavia le conseguenze sono più serie con una progressiva modificazione della struttura del tessuto interno alla vagina e della vulva che provoca fragilità e quindi frequenti lacerazioni. In alcuni casi a questa condizione si associa al lichen scleroatrofico vulvare, noto anche come lichen sclerosus, una forma di invecchiamento dei tessuti dei genitali esterni prodotto da anticorpi che attaccano i tessuti sani dell’organismo.

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