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Stipsi, cosa mangiare?

Stitico cosa mangiare

Senso di gonfiore, talvolta dolore addominale, disagio e difficoltà ad evacuare: la stitichezza è un disturbo che affligge molti. Negli stitici le feci sono tipicamente molto dure: la consistenza migliore dovrebbe essere né troppo molle né troppo compatta. Quest’ultimo caso infatti è spesso segnale di un’alimentazione povera di fibre. Così però le feci vengono espulse a fatica. Certo per parlare di stipsi conta anche la frequenza con cui riusciamo ad andare in bagno: sono normali da tre evacuazioni alla settimana a tre al giorno. La stitichezza, così frequente in Occidente e soprattutto tra le donne, è anche conseguenza di uno stile di vita sedentario e talvolta alla cattiva abitudine di rimandare l'evacuazione.

Cosa mangiare se si è stitici

Cosa fare, allora? Come prima cosa manteniamo una buona idratazione: tre litri d’acqua giornalieri sono necessari al nostro organismo per funzionare al meglio. L’acqua aumenta infatti il volume della massa fecale nell’intestino e stimola la peristalsi, cioè la spinta all’espulsione delle feci. L’acqua che beviamo dovrebbe comunque essere naturale, meglio se ricca di magnesio e di solfati dal potere lassativo. E poi controlliamo la nostra alimentazione, già dalla colazione: evitiamo prodotti industriali e preferiamo cereali integrali e frutta, magari un kiwi o delle prugne. Scegliamo uno yogurt, fonte naturale di probiotici, ed evitiamo invece il , che è astringente. Permessi caffè, fette biscottate o biscotti integrali e del muesli. Durante la giornata evitiamo i cibi salati e ricchi di grassi saturi come burro e panna e iniziamo pranzo e cena con un piatto di insalata o verdure fresche, che saziano e idratano l’organismo. Ottimi riso, pasta e pane integrali e come condimento scegliamo l’olio extra vergine di oliva a crudo. Finiamo ogni pasto con un po’ di frutta.

Fibre e prodotti naturali

Accanto a questi cibi, è utile il ricorso ai rimedi a base di fibra di psyllium da assumere sempre con abbondante acqua: migliorano il transito intestinale, specie se in combinazione con integratori alimentari capaci di rimettere in funzione la regolarità senza irritare l'intestino. Per integrare l’assunzione di liquidi può essere utile una tisana lassativa, due volte al giorno prima di pranzo e cena: la si può preparare con fiori di malva, altea e tiglio lasciati in infusione per un quarto d’ora in una tazza d’acqua bollente. Ottimi anche, una volta al giorno, i semi di lino sempre sotto forma di tisana o infuso: a contatto con l’acqua, formano una “pasta” in grado di ammorbidire le feci. Attenzione però a non esagerare con le quantità: i semi di lino possono causare flatulenza e sono molto calorici. Ultima piccola accortezza: da un punto di vista fisiologico la defecazione avviene meglio da accovacciati. La stitichezza che affligge l’Occidente sembra infatti dipendere anche dalla cattiva abitudine di scaricarci da seduti: meglio sarebbe pertanto poterlo fare su una turca. Per questo a casa è utile un sostegno sotto i piedi che permetta di avvicinare le cosce al bacino.

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