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Stitichezza? Basta con il “fai da te”

Stitichezza? Basta con il “fai da te”

Ci sono condizioni che non possono essere trascurate o gestite con eccessiva superficialità. Benché frequente, la stitichezza è un problema serio: causa imbarazzo con gli altri, fastidi e disagio ed è talvolta sintomo di problemi da affrontare con serietà. Per questo occorre evitare un eccesso di rimedi sintomatici che si limitano a rendere più facile l’evacuazione senza però agire sulla motilità intestinale che, nello stitico, è sempre troppo rallentata. Tendenzialmente i medici parlano di stipsi quando avvertiamo molto sforzo durante la defecazione, ma anche quando le feci sono dure e comunque difficili da espellere. Rientra nella definizione di stitichezza anche la presenza di feci di scarso volume e quando l’evacuazione avviene meno di tre volte la settimana.

Attenti al “fai da te”

Dal momento che, in un ridotto numero di casi, la stitichezza può essere sintomo di patologie intestinali occorre rivolgersi al medico evitando i rimedi casalinghi nel caso in cui il sintomo persista per diverse settimane. Nella stragrande maggioranza dei casi, tuttavia, questo disturbo è semplicemente sintomo di un’irritabilità dell’intestino e di una sua alterata funzione: è la cosiddetta sindrome dell’intestino irritabile con costipazione, che può produrre anche dolori addominali. Se non trattata per tempo, una stitichezza cronica può causare anche danni al colon e mettere a rischio di ostruzioni intestinali. Ma le conseguenze sono anche psicologiche: quando la stipsi insorge da bambini, il soggetto impara presto ad abituarsi alla malattia influenzando negativamente le sue relazioni sociali.

Attiviamo la motilità intestinale

In ogni caso, dopo un consulto medico, una stitichezza cronica può certamente essere affrontata autonomamente dal paziente ma evitando l’abuso di lassativi irritanti: meglio invece scegliere integratori alimentari in grado di agire sulla motilità intestinale riducendo il gonfiore, senza però irritare le pareti intestinali così da evitare crampi o spiacevoli urgenze evacuative. Ottimi a questo scopo i prodotti a base di tamarindo, totalmente naturali, affiancati a una dieta ricca di fibre e di liquidi. Ricordiamoci di introdurre tre i litri d’acqua al giorno di cui almeno uno e mezzo bevendo: la consistenza delle feci dipende infatti da quanta acqua è presente nell’organismo. Se questa è scarsa, il loro aspetto sarà compatto e caprino, cioè “a palline”. Quanto all’alimentazione, per colazione sono preferibili cereali integrali e un kiwi o delle prugne, la cui fibra è di grande aiuto, accompagnati da yogurt. Evitiamo i cibi salati e ricchi di grassi e iniziamo il pranzo e la cena con un piatto di verdure fresche. Prediligiamo pasta e pane integrali e scegliamo l’olio extra vergine di oliva a crudo come condimento.

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