Star Bene

Tutti i consigli per stare bene e vivere al meglio

Studenti universitari: come contrastarel’insonnia

Studenti universitari insonnia

Molti studi lo confermano: oggi i giovani dormono meno dei loro nonni e bisnonni. Un fenomeno dovuto principalmente al cambiamento di stili di vita, al fatto che si viva molto di più la notte e che gli impegni si accumulino durante la giornata. Questo può rappresentare un problema, in particolare per gli studenti universitari alle prese con esami e impegni mentali che, invece, richiedono un cervello riposato. Dormire un buon sonno favorisce, infatti, concentrazione, memoria e apprendimento: sarebbe quindi importante, durante i periodi di intenso studio, permettere a mente e corpo di rigenerarsi durante la notte, allontanando le fonti di tensione e stress. È, infatti, durante il riposo notturno che le connessioni cerebrali si riorganizzano e alcuni circuiti mentali vengono rafforzati: non a caso una lezione ripetuta la sera prima di dormire viene meglio immagazzinata se ci “dormiamo su”. Allo stesso modo, dopo una notte poco riposante le nostre prestazioni mentali, oltre che fisiche, sono meno brillanti. Pertanto le persone con disturbi del sonno cronici possono andare incontro a un invecchiamento precoce e a maggiori disturbi cognitivi con il passare degli anni.

Quante ore bisogna dormire

È difficile dire quante persone, e di queste quanti studenti universitari, soffrano di insonnia: i risultati degli studi finora condotti hanno dato esiti molto variabili in funzione dell’età dei pazienti, dello stile di vita e della provenienza geografica. Tuttavia gli studiosi sono concordi nell’affermare che almeno il 30 per cento della popolazione mondiale soffra, almeno occasionalmente, di carenza di sonno. Non c’è però solo questo disturbo. Anche chi dorme più di sette ore per notte (è questo, secondo i medici, il numero di ore minimo per svegliarsi riposati) può non trarre beneficio dal proprio sonno. Le apnee notturne, cioè momenti in cui il respiro si blocca, possono danneggiare la qualità del sonno che in questi casi è frammentato da risvegli.

Melatonina e disturbi del sonno

Il ritmo sonno/veglia è regolato normalmente dalla ghiandola pineale, produttrice della melatonina, sostanza prodotta in base all’alternanza tra luce e buio. Per questo il consiglio è quello, la sera, di mangiare cibi facilmente digeribili e di coricarsi a orari regolari. Un aiuto viene anche dagli integratori a base di melatonina, sostanza che riduce il tempo richiesto per prendere sonno. L’azione di questi integratori può essere più efficace di tisane e prodotti erboristici perché aumenta la propensione al sonno, la durata e la qualità. Inoltre la melatonina non provoca assuefazione e gli effetti collaterali tipici delle benzodiazepine, cioè i comuni ansiolitici e ipnotici che, invece, in alcuni casi, possono inibire la naturale produzione di melatonina.

Share:

Seleziona almeno un argomento e ricevi i consigli adatti a te.