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Web: adolescenti e disturbi del sonno

Web: adolescenti e disturbi del sonno

È boom di forme più o meno serie di dipendenza da internet, tra gli adolescenti. In alcuni casi è un vero e proprio disturbo, noto come Iad (Internet addiction disorder). Da un lato chi ne è affetto mostra un bisogno di trascorrere sempre più tempo in rete con l’incapacità di ridurre i momenti dedicati a questa pratica. Spesso molti ragazzi mostrano di non percepire e valutare i rischi legati a un uso incontrollato del digitale. Purtroppo, infatti, accanto a questi problemi comportamentali emergono a volte anche situazioni di vero disagio psichico: agitazione psicomotoria, ansia, depressione e pensieri ossessivi che riguardano cosa accade online mentre il soggetto non è collegato. Ma ben presto, se l’adolescente non è controllato, possono subentrare anche disturbi fisici: cefalea, problemi oculari, tachicardia, tensione muscolare e crampi, stanchezza.

Smartphone: luce blu e sonno

Certamente però è il sonno a essere maggiormente influenzato dai comportamenti di dipendenza con insonnia dovuta anche alla prolungata esposizione alla luce blu tipica dei dispositivi digitali. Questo tipo di luce, che fa normalmente parte dello spettro naturale cui siamo esposti durante la giornata, è emessa in grande quantità da smartphone e tablet. Particolarmente intensa, è l'unica che rende gli schermi ben visibili anche al sole. Tuttavia è stato dimostrato che la luce blu è capace di sopprimere la produzione di melatonina, ormone preziosissimo nella regolazione del ritmo sonno-veglia. Risultato: durante il giorno il ragazzo è stanco, ha poca concentrazione ed è nervoso. Però non c’è solo questo problema. Stare svegli fino a tarda notte per restare su internet o in chat è un tentazione che fa aumentare le ore passate davanti al pc: al di là di ciò che accade nell’orologio biologico interno, molti ragazzi infatti non dormono semplicemente perché non ce la fanno a staccarsi dal computer prima che sia notte fonda.

Fino a che ora usare il tablet?

Che fare allora? Un aiuto può venire da integratori alimentari (ad esempio a base di melatonina) capaci di ripristinare il corretto ritmo sonno-veglia. Certamente però sarebbe importante spegnere il pc alle 23 e non lasciare gli adolescenti utilizzare lo smartphone di notte. Ricordiamoci comunque che tutti abbiamo un cronotipo, cioè un rapporto con il sonno del tutto personale e basato sulle nostre attitudini. Insomma, se un adolescente si addormenta tardi può anche darsi che non sia colpa del computer, del cellulare ma potrebbe dipendere da un suo specifico ritmo biologico. Certamente, però, aiutare i ragazzi a trovare equilibrio nell’uso della tecnologia resta importante per evitare patologie del sonno, ma anche per prevenire disturbi comportamentali che potrebbero influenzare la loro vita adulta.

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