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Gravidanza e volo: le raccomandazioni

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Non c’è mamma in attesa che non si sia mai posta il problema: posso viaggiare in aereo con il pancione? La questione è più delicata di quanto sembra. Partiamo da un dato scientifico: secondo le linee guida del Royal college of obstetricians and gynaecologists britannico le donne incinte possono prendere l'aereo in sicurezza fino alla trentasettesima settimana di gravidanza. Il documento però consiglia alle mamme come comportarsi durante il volo. Prima raccomandazione: in aereo, muoviamoci. Il motivo? Le donne incinte e fino a sei settimane dopo il parto hanno, infatti, un rischio maggiore di andare incontro a problemi venosi, la cui incidenza aumenta quando si sta seduti per periodi prolungati. Importante, quindi, camminare avanti indietro lungo il velivolo e, comunque, evitare trasvolate superiori alle quattro ore.

Semplici norme di comportamento

Le linee guida spiegano, inoltre, che le donne che volano in gravidanza dovrebbero indossare abiti larghi e scarpe comode, cercare di ottenere un posto di corridoio per essere più comode nei movimenti e possibilmente fare esercizi sul posto ogni mezz’ora. È, inoltre, importante assumere acqua a intervalli regolari durante tutto il volo riducendo, invece, il consumo di bevande alcoliche o con caffeina. Una buona norma è indossare calze elastiche graduate, anch’esse contro la trombosi venosa profonda. Oltre alle tre settimane prima dalla scadenza canonica del parto (cioè la quarantesima settimana) è tassativo evitare del tutto i voli perché si potrebbe andare in travaglio in qualsiasi momento.

Nessun problema con i body scanner

Fatte salve queste raccomandazioni, secondo gli esperti britannici il volo di per sé non è pericoloso per madre e bambino a patto che la gravidanza sia normale e non ci siano pregressi problemi di salute. Inoltre il documento specifica che i body scanner di sicurezza presenti ai controlli aeroportuali non costituiscono un rischio per le donne in gravidanza e per il feto che portano in grembo: l'idea comune è, infatti, che le radiazioni emesse dai metal detector possano essere pericolosi. Teniamo comunque presente che dopo la trentaseiesima settimana (o dopo la trentaduesima, nel caso di gravidanza gemellare) molte compagnie aeree vietano il decollo alle donne incinte per non correre il rischio di doverle assistere in caso di parto prematuro: importante, quindi, informarsi in anticipo. Altre, invece, consentono viaggi anche oltre, ma a condizione di presentare un certificato medico in cui si dichiari che mamma e bambino sono in buona salute e che non ci sono rischi di parto prematuro. In ogni caso, prima di decidere di comprare il biglietto, è sempre raccomandabile discutere di eventuali problemi di salute o complicazioni della gravidanza con l'ostetrica o il ginecologo.

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